Aprilia - Ex Koch Glitsch, l'azienda prende tempo. I lavoratori: "Quale futuro ci aspetta?"

Nuova azione di protesta davanti ai cancelli sulla via Pontina ad Aprilia, mentre al tavolo si sono riuniti proprietà, sindacati ed Rsu.

12 giugno 2026 11:22
Aprilia - Ex Koch Glitsch, l'azienda prende tempo. I lavoratori: "Quale futuro ci aspetta?" -
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Tagli alla Kes Italy di Aprilia, la ex Koch Glitsch, questa mattina nuovo sciopero davanti al sito sulla via Pontina: a rischio 63 posti di lavoro. Il sit-in si è svolto durante un incontro programmato tra l’azienda, segreterie territoriali di FIM, FIOM e UILM e le Rsu. Al termine del vertice la Kes Italy ha deciso di prendersi del tempo per vagliare le proposte dei sindacati. Per questo è stato convocato un nuovo incontro previsto per mercoledì 17 giugno. “La mobilitazione dei lavoratori - spiegano i sindacati - proseguirà fino a quando non saranno individuate risposte concrete a tutela dei posti di lavoro e del futuro produttivo del sito”.

Lo sciopero

I lavoratori stanno protestando già da giorni dopo aver appreso della scelta unilaterale dell’azienda di procedere ai tagli e spostare la produzione all’estero.

E’ chiaro che sul tavolo non potranno esserci solo gli esuberi, ci dovrà parlare - in modo chiaro - anche del futuro aziendale. E’ proprio questo che preoccupa di più: cosa ne sarà nei prossimi anni del sito sulla via Pontina ad Aprilia e cosa succederà se la Kes Italy cesserà di lavorare nel Bel Paese.

A queste domande deve necessariamente rispondere la direzione aziendale che ha preso tempo dopo le richieste avanzate dalle maestranze. Altri giorni per riflettere  e poi però si dovrà dare corso al confronto vero e proprio sulla vertenza.

Le proposte e i dubbi

Al termine dell’incontro, le organizzazioni sindacali si sono riunite con i lavoratori per riferire gli esiti del confronto. Nel corso della trattativa sono state avanzate proposte e richieste di chiarimento finalizzate alla tutela dell’occupazione e alla ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti.

“La nostra proposta è stata prevalentemente tecnica, - concludono i sindacati - in quanto i dubbi sono sulla sostenibilità produttiva della manovra che stanno mettendo in atto. In poche parole, secondo i dipendenti, quello che vorrebbe fare il management non garantirebbe un lungo futuro all'azienda”.