Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, smantellata organizzazione tra Minturno e Cassino

LaGuardia di Finanza di Latina ha smantellato un’organizzazione dedita allosfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, anche attraverso lalocazione in nero da parte di alcune ragazze di ori...

A cura di Redazione
22 marzo 2019 18:10
Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, smantellata organizzazione tra Minturno e Cassino -
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La
Guardia di Finanza di Latina ha smantellato un’organizzazione dedita allo
sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, anche attraverso la
locazione in nero da parte di alcune ragazze di origine extracomunitarie. L’attività
veniva svolta tra Minturno e Cassino. I finanzieri hanno disposto l’obbligo di
dimora e l’obbligo di firma per una cittadina colombiana, quale dominus dell’organizzazione.
La donna reclutava le prostitute, tratteneva il 50% dei loro guadagni e
reperiva clienti.

I
dettagli. Dall’articolata attività investigativa svolta, eseguita con
sopralluoghi, pedinamenti e con l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo,
emergeva, infatti, la figura della donna sudamericana che, coadiuvata da alcuni
soggetti locali incaricati della ricerca di nuovi clienti, si occupava non solo
della gestione di distinte case d’appuntamento, ma provvedeva anche alla
ricerca delle ragazze da avviare alla “prostituzione”, il cui compenso a
seguito delle prestazioni sessuali veniva poi trattenuto in misura superiore al
50%.

Le
indagini permettevano di delineare tanto il reato di favoreggiamento quanto
quello di sfruttamento della prostituzione. Il primo poiché l’organizzazione
non solo metteva a disposizione delle ragazze immobili locati “in nero” per
l’esercizio dell’attività illecita, ma si adoperava anche a facilitare ogni
forma di contatto tra il cliente e la prostituta; il secondo, invece, perché
gli indagati erano soliti esigere parte dei proventi conseguiti dallo
sfruttamento delle ragazze.

Nel
corso dell’attività, inoltre, emergevano in capo ad un soggetto di origine
bresciana responsabilità penali per indebita percezione di erogazioni a danno
dello Stato, poiché avendo falsamente attestato all’I.N.P.S. l’attività svolta
dalla indagata come collaboratrice familiare, aveva permesso alla stessa di
percepire un’indennità di disoccupazione di circa 50.000 euro, nonché di
soggiornare lecitamente sul territorio dello Stato.

Alla luce di tutto ciò,
il G.I.P. presso il Tribunale di Cassino emetteva l’ordinanza di applicazione
della misura cautelare dell’obbligo di dimora congiuntamente all’obbligo di
firma nei confronti della donna extracomunitaria; misura eseguita nei giorni
scorsi dai militari del Gruppo di Formia dopo alcuni mesi di latitanza