Sit-in per Satnam Singh, Cgil e Libera per la sentenza

Mercoledì 8 luglio alle 16 il presidio di fronte al tribunale di Latina. Attesa per la decisione dei giudici

07 luglio 2026 14:12
Sit-in per Satnam Singh, Cgil e Libera per la sentenza -
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Parteciperà anche l’associazione Libera al sit-in promosso dalla CGIL domani, mercoledì 8 luglio, alle 16, davanti al Tribunale di Latina, in occasione della sentenza di primo grado nel processo per la morte di Satnam Singh, avvenuta nel giugno del 2024 nelle campagne di Borgo Santa Maria. Il Pubblico Ministero Martina Marra  ha chiesto una condanna  a 22 anni per l’imprenditore agricolo Antonello Lovato, il 39enne di Latina che abbandonò Satnam Singh davanti alla sua abitazione di Cisterna, senza prestare soccorso. Lovato deve rispondere dell’accusa di omicidio volontario con il dolo eventuale.

La nota di Libera

“Saremo presenti per ribadire che la ricerca della verità e della giustizia riguarda tutta la comunità. La morte di Satnam Singh non è stata soltanto una tragedia individuale: è il simbolo di un sistema di sfruttamento e schiavitù che calpesta la dignità delle persone, alimenta il caporalato e nega i diritti fondamentali di chi lavora. È la prova che lo sfruttamento nella filiera agroalimentare ha profili di un sistema organizzato, radicato, tollerato. Un sistema che chiama per nome le responsabilità di chi recluta, di chi comanda, di chi chiude gli occhi, di chi beneficia del lavoro schiavo nelle campagne italiane.

Per questo saremo davanti al Tribunale: per la verità e la giustizia per Satnam Singh, per dire che il caporalato non è una piaga ma un crimine, per denunciare che la mancanza di diritti uccide, per pretendere che lo Stato non si limiti a contare le vittime ma intervenga per fermare i carnefici.

Chiedere giustizia significa affermare che nessun lavoratore può essere considerato sacrificabile, che la dignità umana viene prima del profitto e che il lavoro deve essere sempre sinonimo di libertà,

diritti e sicurezza. La giustizia non è solo una sentenza: è la capacità di un Paese di guardare in faccia le proprie responsabilità e cambiare. È la coscienza collettiva che si oppone alla barbarie e che rifiuta l’idea che un lavoratore possa essere abbandonato morente davanti a un cancello come un oggetto rotto.

Essere davanti al Tribunale di Latina significa stare accanto alla famiglia di Satnam Singh, alla sua compagna Soni,a tutte le vittime dello sfruttamento e a quanti ogni giorno si battono per un lavoro giusto e dignitoso. Significa anche rinnovare la nostra gratitudine alla Procura di Latina e all’Arma dei Carabinieri per le indagini condotte con rigore ed efficacia Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni, organizzazioni sociali e sindacali a partecipare al presidio”.