Soldi per pratiche veloci alla Camera di Commercio di Latina, 11 indagati
Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, scaturiscono da una precedente attività investigativa condotta nel 2024, quando furono tratti in arresto per ipotesi corruttive due funzionari della locale Camera di Commercio
Nei giorni scorsi, finanzieri del Comando Provinciale di Latina hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 dipendenti della Camera di Commercio di Latina e di altri 8 soggetti, tra ragionieri e dottori commercialisti delle province di Roma e Latina, indagati a vario titolo, in concorso tra loro, per ipotesi di reato di corruzione, riciclaggio ed autoriciclaggio. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, scaturiscono da una precedente attività investigativa condotta nel 2024, quando furono tratti in arresto per ipotesi corruttive due funzionari della locale Camera di Commercio; in quel contesto, furono eseguite diverse perquisizioni a carico degli indagati, anche con l’acquisizione di dispositivi cellulari e di personal computer.
L’esame dei dispositivi mobili ed informatici ha fatto emergere ulteriori operazioni poste in essere da un funzionario della Camera di Commercio di Latina, già precedentemente destinatario di misura cautelare personale. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, il funzionario, previo pagamento di un “compenso” illecito, agendo a vantaggio di più professionisti e con la collaborazione di colleghi compiacenti, agevolava ovvero velocizzava l’iter di pratiche istruttorie di competenza, inviando i dati elaborati alla piattaforma telematica “ComUnica” in uso alla Camera di Commercio, attraverso l’utilizzo delle credenziali personali di alcuni commercialisti. In tal modo, i diversi professionisti che si rivolgevano al pubblico funzionario per effettuare operazioni quali cessioni di quote, cambi di sede legale, deposito dei bilanci o integrazione notizie, vedevano garantito il buon esito delle operazioni in tempi più celeri, peraltro a costi decisamente più competitivi rispetto a quelli richiesti da un Notaio o da altro professionista.
In un episodio è stato determinante il ruolo svolto da un ragioniere, segnalato per l’ipotesi delittuosa di riciclaggio, il quale avrebbe trasferito al pubblico funzionario, attraverso i propri rapporti bancari, le somme a lui preventivamente corrisposte dai soggetti richiedenti le prestazioni. L’attività di servizio testimonia l’impegno della Guardia di finanza e dell’Autorità Giudiziaria pontina a contrasto dei fenomeni corruttivi, a tutela dei cittadini, spesso danneggiati da tali condotte illecite sia dal punto di vista economico che in termini di disparità di trattamento e ingiuste penalizzazioni, e a salvaguardia del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
La corruzione, infatti, altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici, a danno della loro efficienza.
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