Stretta della Questura di Roma sullo spaccio nei parchi e nei quartieri: 6 arresti.
Operazione ad ampio raggio nei parchi e nelle piazze della Capitale: 6 spacciatori sono finiti in manette e oltre 90 dosi sotto sequestro.
Dalle bocchette dell'auto ai canneti: la Polizia di Stato smantella una rete dello spaccio a Roma con 6 arresti. L'operazione della Questura ha tracciato una vera e propria “geografia circolare” della droga, bloccando cessioni da piazza dei Giureconsulti a Fidene, fino a Re di Roma, Nomentana e Finocchio.
I blitz condotti dalle Volanti e dai Commissariati locali nei parchi pubblici e nelle piazze di spaccio hanno portato al sequestro di oltre 90 dosi di sostanze stupefacenti tra cocaina (sia cotta che cruda), crack, hashish e marijuana, oltre a più di 2.000 euro in contanti.
Tutti i fermi sono stati convalidati dall'Autorità Giudiziaria al termine delle indagini preliminari, stroncando canali di vendita al dettaglio che sfruttavano nascondigli improvvisati come panchine, berretti, calzini e persino la vegetazione nei canneti.
“Dalla periferia a nord-ovest a quella nord-est, fino al quadrante sud, gli ultimi sei arresti eseguiti dalla Polizia di Stato tra piazze di spaccio, aree verdi e veicoli-deposito disegnano un ideale perimetro dello spaccio intorno alla Capitale. Cessioni intercettate sul nascere, dosi nascoste nelle bocchette di aerazione di un’auto ed involucri affidati alla vegetazione dei canneti restituiscono la fotografia di un mercato della droga capace di adattare luoghi e modalità di occultamento nel tentativo di sottrarsi ai controlli delle Forze dell’ordine.
Da piazza dei Giureconsulti a Fidene, passando per piazza Re di Roma, fino alle aree verdi lungo la Nomentana ed al quartiere Finocchio, gli interventi messi a segno dagli agenti della Questura capitolina hanno consentito di sequestrare complessivamente oltre 90 dosi tra cocaina, hashish e marijuana, e più di 2.000 euro in contanti, interrompendo altrettanti canali di vendita al dettaglio. Sullo scenario delle aree verdi e dei parchi pubblici cittadini sono scattati i primi tre arresti.
Tra i canneti di via del Casale del Torraccio, nel quartiere Finocchio, gli agenti del Commissariato di Polizia Romanina hanno sorpreso un giovane mentre, dopo essere sceso da un veicolo, recuperava un pacchetto nascosto tra la vegetazione, che ha poi svelato un contenuto di cocaina “cotta” e “cruda”. L’estensione dei controlli all’area circostante ha consentito di rinvenire ulteriori otto involucri di crack.
Lo scenario del verde pubblico quale punto di incontro con gli acquirenti e luogo di custodia dello stupefacente si è riproposto nei parchi Nomentano e Baden Powell.
Nel primo caso, gli agenti delle Volanti hanno individuato un pusher di origini egiziane mentre, seduto su una panchina, gestiva i rapporti con la clientela prelevando all’occorrenza dosi di hashish nascoste sotto il sedile. Nella sua disponibilità è stato trovato un quantitativo di stupefacente pari a circa 30 grammi, oltre a 115 euro in contanti, ritenuti verosimile provento delle sue cessioni giornaliere.
Nel secondo caso è stata intercettata, invece, una donna romana, trovata in possesso di circa 1.000 euro cash e più di 30 involucri di cocaina, nelle varianti “cotta” e “cruda”, custoditi all’interno della borsa e pronti per la vendita al dettaglio.
Tra i quadranti nord-ovest e nord-est, a bordo di veicoli-deposito e tra note piazze di spaccio, sono scattati, infine, altri tre arresti.
A finire nel mirino delle pattuglie delle Volanti e del III Distretto Fidene-Serpentara sono stati giovani di origine extracomunitaria trovati in possesso di dosi di cocaina, hashish e marijuana, all’occorrenza nascosti in calzini o berretti in lana o incastrate strategicamente nella bocchetta di areazione del veicolo. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna”.
23.6°