Supplenze. "In provincia di Latina: GPS, boom di accessi e sistema in affanno"
A Latina precari ormai pari ai docenti di ruolo. Il sindacato Gilda Insegnanti chiede il rinvio delle procedure di mobilità per evitare sovrapposizioni
È stata emanata lo scorso 16 febbraio l’ordinanza ministeriale che disciplina le GPS (graduatorie provinciali per le supplenze) del personale docente per il biennio 2026-2028. Dalle ore 12.00 di oggi è possibile presentare le domande e già si registrano disagi dovuti a un’affluenza massiccia alla piattaforma, superiore alla media degli scorsi anni.
A denunciarlo è Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda degli Insegnanti di Latina. «La procedura informatizzata per l’inserimento e l’aggiornamento delle GPS, che già negli anni passati non si è rivelata fluida, quest’anno rischia di essere ulteriormente intasata – sottolinea la sindacalista - anche per il possibile sovrapporsi delle procedure di mobilità che il Ministero vorrebbe avviare a marzo, proprio nell’ultima fase di iscrizione alle graduatorie».
Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra i tecnici del Ministero e le sigle sindacali per chiarire le novità contenute nell’ordinanza e il funzionamento della piattaforma, chiamata a gestire migliaia di istanze. Tuttavia, molti quesiti posti dalle organizzazioni sindacali e dagli aspiranti docenti restano ancora senza risposta, tra cui la valutazione delle certificazioni informatiche conseguite secondo le precedenti disposizioni e ora non più riconosciute con le nuove regole introdotte senza un confronto con le parti sociali.
«Si tratta di una misura di fatto retroattiva, priva di un chiaro sostegno normativo, che rischia di aprire un nuovo fronte di contenzioso» osserva Giovannini, che spiega: «Molti docenti potrebbero vedersi penalizzati per titoli acquisiti in buona fede e, per non perdere punteggio, saranno costretti a conseguire in extremis le nuove certificazioni previste dall’ordinanza. Questo non solo genererà ulteriore pressione sulla piattaforma negli ultimi giorni utili, ma si ripercuoterà anche sugli uffici territoriali provinciali e regionali, già gravati da un carico di lavoro significativo».
Il quadro provinciale, inoltre, rende la situazione ancora più complessa. «In provincia di Latina - abbiamo un organico di diritto di circa 6mila docenti, ma un numero pressoché analogo di precari. Un dato che fotografa un aumento esponenziale del precariato nell’ultimo anno» evidenzia Giovannini. «Il rischio è che il numero cresca ulteriormente con l’ingresso di aspiranti provenienti da altre regioni, come accade ad ogni aggiornamento biennale».
Da qui la richiesta al MIM di intervenire sul piano organizzativo. «Sarebbe necessario aprire le funzioni del sistema anche agli uffici territoriali, così da consentire un monitoraggio e una correzione immediata di eventuali errori o criticità informatiche. Oggi invece gli uffici sono limitati nelle operazioni e le validazioni vengono rinviate alle scuole in un secondo momento. Se tutto fosse contestuale e monitorato a livello provinciale e regionale, si potrebbero evitare i numerosi ricorsi che ogni biennio si avviano e che, visti i presupposti, anche quest’anno non mancheranno».
Ma per la Gilda non si tratta soltanto di un problema tecnico. «Per chi vive di supplenze, un punteggio calcolato male o una preferenza inserita in modo errato possono significare mesi senza cattedra o spostamenti improvvisi, con effetti a catena su reddito, famiglia e continuità didattica».
Gli uffici del sindacato sono già presi d’assalto, soprattutto dai docenti neofiti, poco avvezzi a una procedura che, pur definita “intuitiva” dal Ministero, negli anni si è rivelata farraginosa.
«Ci aspettano giornate di fuoco. Ci auguriamo – conclude Giovannini – che non si verifichino blocchi del sistema e che venga accolta la richiesta, avanzata come organizzazione sindacale, di rinviare l’avvio delle domande di mobilità oltre il termine di scadenza delle GPS. Questo consentirebbe anche di avere un quadro più chiaro del numero dei pensionamenti e di programmare in modo più razionale il prossimo anno scolastico».
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