Tre milioni e 800.000 euro per gli alloggi popolari di Anzio
Il finanziamento è stato possibile grazie a un bando nazionale che ha visto l’Ater della Provincia di Roma classificarsi al primo posto ed è legato ai fondi Pnrr-Gse.
Uno stanziamento di 3 milioni e 800.000 euro per gli alloggi popolari di Anzio, di proprietà Ater, ubicati in via Nisi e via Valle Palomba. È quanto ha annunciato il commissario straordinario dell’Ater, Paolo Della Rocca, nel corso di un sopralluogo alla presenza del sindaco Aurelio Lo Fazio e dell’assessore al patrimonio, Antonino Buscemi.
Il finanziamento è stato possibile grazie a un bando nazionale che ha visto l’Ater della Provincia di Roma classificarsi al primo posto ed è legato ai fondi Pnrr-Gse.
Il pacchetto di interventi riguarda caldaie, impianti, facciate, cappotto termico, pannelli fotovoltaici, infissi e porte. Il sindaco ha voluto “ringraziare l’Ater per l’intervento, in stabili che avevano questa necessità e rispetto ai quali avevamo ricevuto diverse segnalazioni dai cittadini, adesso aspettiamo i cantieri, convinti che la sinergia istituzionale sia sempre il modo migliore di affrontare le difficoltà”. Per l’assessore Buscemi: “Il patrimonio immobiliare di Ater vede diversi nostri concittadini affittuari, i quali si rivolgono al Comune in prima istanza per segnalare le loro difficoltà. Abbiamo una interlocuzione continua con l’Ater e la presenza di Della Rocca al sopralluogo è un segno di vicinanza al territorio”.
Il commissario ha parlato di “traguardo di grande valore, essere arrivati primi nella graduatoria è legato anche alla capacità di intercettare risorse utili a modernizzare gli alloggi, ringrazio il sindaco e l’assessore per essere stati con noi a verificare quali saranno gli interventi su Anzio”.
Via Nisi e via di Valle Palomba sono un primo passo, infatti. “Si stanno valutando altri investimenti – conclude l’assessore Buscemi - il primo analogo su altri immobili per il 2026, in programmazione, il secondo su un progetto di housing sociale congiunto tra Comune e Ater e il terzo riguardante la possibilità che proprio l’Ater si ponga quale centrale unica per l’attuazione del conto termico Gse su immobili del patrimonio comunale”.
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