"Turni selvaggi e mezzi insicuri alla Abc Latina": sindacati sul piede di guerra.
I sindacati denunciano la gravissima situazione ed annunciano azioni legali.
Non è più tollerabile la situazione alla ABC di Latina: a denunciarlo sono i sindacati Cgil Funzione Pubblica, FIT CISL, Uiltrasporti e FIADEL, che puntano il dito contro una gestione segnata da turni selvaggi, carenza di dispositivi di protezione e mezzi precari. I lavoratori, oltre a subire disagi logistici come l’impossibilità di fare la doccia a fine turno per mancanza d’acqua, si trovano esposti in prima linea alla rabbia dei cittadini per la crisi dei rifiuti. Di fronte a questa totale disorganizzazione, le sigle sindacali sono pronte a rivolgersi alle autorità competenti e ricorrere alle vie legali per tutelare la sicurezza del personale.
La nota a firma della FP CGIL Frosinone-Latina FIT CISL Latina Uiltrasporti Lazio FIADEL Lazio:
“Le scriventi Organizzazioni Sindacali denunciano con fermezza la gravissima situazione organizzativa in cui versa l’Azienda che si occupa del servizio di igiene urbana a Latina, caratterizzata da una totale disorganizzazione e da una sistematica violazione dei diritti minimi delle lavoratrici e dei lavoratori.
Turnazione selvaggia: I cambi di turno vengono comunicati dalla mattina alla sera, calpestando ogni elementare principio di conciliazionedi vita e di lavoro. Gli indumenti estivi (Dispositivi di Protezione Individuale) sono stati consegnati in grave ritardo, con taglie non corrispondenti alle esigenze del personale e quindi inutilizzabili. L'assenza del numero di matricola sui capi impedisce inoltre la corretta tracciabilità e la riconsegna da parte della lavanderia industriale alla quale è affidata la manutenzione e il lavaggio degli stessi. Si registra la carenza delle attrezzature da utilizzare come protezioni individuali più basilari per operare in sicurezza, guanti per la raccolta e lo spazzamento, cuffie e occhiali protettivi necessari per la raccolta del vetro, etc..La distribuzione delle aree operative elementari non tiene conto delle reali utenze (prese) presenti sul territorio. Si registrano squilibri inaccettabili che costringono i lavoratori interessati a dover ricorrere alla malattia a causa di problemi fisici provocati da sovraccarichi eccessivi. La sicurezza stradale e operativa è stata sino ad oggi messa a rischio da un parco mezzi che versava in condizioni precarie, l’annunciato arrivo di nuovi mezzi sicuramente sarà un importante supporto, tenuto conto di quanti oggi sono fermi, ma non sarà risolutivo, rimarranno in funzioni mezzi che continueranno ad avere lampeggianti non funzionanti, pneumatici lisci e usurati, automezzi acquistati, in passato, senza impianti di aria condizionata o con climatizzatori guasti.
A questa situazione si aggiunge la grave situazione dei servizi igienici a fine turno. L'acqua nei serbatoi aziendali è insufficiente rispetto al reale fabbisogno del personale, impedendo di fatto ai lavoratori di poter usufruire delle docce prima di rientrare a casa. Lavoratori "in avanscoperta" sotto il fuoco incrociato, loro che sono meri esecutori delle disposizioni aziendali, stanno pagando in prima persona il prezzo di questa precarietà,diventando il bersaglio quotidiano di aggressioni e insulti da parte di cittadini esasperati per la grave crisi dei rifiuti della città di Latina.
L’azienda è perfettamente a conoscenza di tutte queste criticità. Le sollecitazioni da parte di Sindacati, RSU e lavoratori sono state innumerevoli, finalizzate unicamente a ripristinare condizioni civili di lavoro e il pieno rispetto del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Prendiamo atto che l'approvazione dei bilanci d'esercizio da parte del Consiglio Comunale ha finalmente chiuso una lunga fase di stallo. Pur riconoscendo le oggettive difficoltà finanziarie finora vissute dall'azienda, riteniamo che tali dinamiche politiche non possano in alcun modo giustificare lo stato di abbandono attuale.
La misura è colma e la situazione non è più tollerabile. Le scriventi sigle sindacali si riservano di adire le vie legali e di rivolgersi formalmente alle autorità competenti in materia di vigilanza e sicurezza del lavoro per tutelare l'incolumità di tutto il personale”.
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