“Tutti a Latina a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi di pulizia delle scuole”

Un’odissea senza fine! Questo è quello checontinuano a vivere gli oltre 700 lavoratori, gran parte donne, degli appaltidelle pulizie e decoro delle scuole pubbliche delle provincie di Frosinone eLatin...

A cura di Redazione
18 marzo 2019 17:20
“Tutti a Latina a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi di pulizia delle scuole” -
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Un’odissea senza fine! Questo è quello che
continuano a vivere gli oltre 700 lavoratori, gran parte donne, degli appalti
delle pulizie e decoro delle scuole pubbliche delle provincie di Frosinone e
Latina!

Pochi giorni fa, infatti, avevamo appreso con
molta soddisfazione l’emanazione del decreto del Ministero
dell’Istruzione-Università e Ricerca di aggiudicazione della gara ponte a nuovo
affidatario e nella mattinata di venerdì 15 marzo era previsto al Ministero del
Lavoro l’incontro per formalizzare il cambio di appalto.

A poche ore dall’incontro Ministeriale è
invece arrivata l’ennesima sospensiva cautelare degli atti amministrativi da
parte del Presidente della sezione distaccata di Latina del Tar del Lazio, che,
rispetto ad un nuovo ricorso presentato da Ma.ca. (azienda capofila dell’Ati
uscente) lo scorso 8 marzo, pur non pronunciandosi nel merito -  la Camera di Consiglio è stata fissata il 21
marzo p.v. - di fatto interrompe di nuovo tutte le procedure di cambio di
appalto in corso, permettendo ad aziende pesantemente inadempienti, di rimanere
sull’appalto.

Una battaglia giudiziaria che ha rallentato
e, ancora oggi, tiene bloccata l’assegnazione del servizio al nuovo soggetto.

Questo è il vero paradosso, perché è stata
indetta una gara-ponte a fronte della revoca della convenzione c. d. Consip
Scuole all’Ati Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo per gravi inadempimenti nel
servizio in appalto e nei confronti dei lavoratori che vi operano e, oggi che
la gara è stata assegnata per porre fine a tale situazione, Ma. Ca., attraverso
molteplici e reiterati ricorsi, blocca il subentro al nuovo
aggiudicatario.    Si
è così determinato uno stallo che produce una vera emergenza sociale per i
lavoratori ormai allo stremo e rischia di avere dei risvolti che vanno ben
oltre questo singolo appalto.

Si rischia di fatto di determinare un nuovo
modello che andrebbe a compromettere il corretto funzionamento di tutti gli
appalti pubblici: pur in presenza di revoca della convenzione/appalto ma grazie
a cavilli legali, si produrrebbero attraverso continue sospensive ed in assenza
di pronunciamenti di merito, infiniti allungamenti di tempi e quindi di
gestione degli appalti da parte di aziende formalmente non idonee che però
possono continuare a percepire soldi pubblici.

La suddetta condizione si scarica
pesantemente anche sulla stessa Pubblica Amministrazione che, pur volendo
estromettere una Società su cui è intervenuta la revoca di una convenzione/appalto,
è di fatto impossibilitata a farlo finché l’intero percorso del processo
amministrativo non termini tutti i gradi di giudizio. 

Un sistema tutto legato quindi alle formalità
tecnico-burocratiche più che ai contenuti di merito, perché nonostante gravi
mancanze nell’esecuzione del contratto di appalto e delle norme sul lavoro –
come in questo caso con mancate retribuzioni da oltre 18 mesi, evasione
contributiva, accertamento di lavoro in nero, mancato rispetto della normativa
in materia di salute e sicurezza, ecc. 
-  non si riesce a riportare nella
regolarità e nella legalità un appalto pubblico e ad espellere le aziende che
hanno determinato tali situazioni.

Consapevoli che questa mattina è già uscito
il pronunciamento positivo del Consiglio di Stato rispetto al ricorso attivato
dal Miur e dalla Filcams nei confronti della sospensiva del Tar di Latina, che
viene di fatto revocata, comunque questo stato di immobilismo penalizza
fortemente i lavoratori!

Per tutte queste ragioni Filcams Cgil,
Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno predisposto un presidio per il prossimo 21
marzo, in concomitanza con la Camera di Consiglio, sotto la sede distaccata del
Tar a Latina perché ritengono che vi possa essere il rischio di un’ennesima
decisione che blocchi il cambio di appalto o permetta alle società revocate di
continuare a sfruttare i lavoratori rimanendo nell’appalto!

La manifestazione ovviamente non intende in
nessun modo intervenire sulla completa e insindacabile autonomia del giudizio
della magistratura, ma sottolineare e far sentire a gran voce, questo si, il
profondo disagio e la disperazione dei lavoratori che sono i più penalizzati da
una vertenza che sembra non avere fine e che si è trasformata in una vera e
propria emergenza sociale!

Un’emergenza sociale di lavoratrici e
lavoratori stremati ma che continuano a lottare per i loro diritti e per la
loro dignità, oltre che per quella di tutti gli altri lavoratori del settore
che spesso vengono considerati ingiustamente lavoratori invisibili e di serie
B.

Non una manifestazione CONTRO, ma PER i
diritti, PER la dignità delle
lavoratrici e dei lavoratori e PER la
trasparenza e la legalità negli appalti, PER
il corretto utilizzo del denaro dei contribuenti.

Il 21 marzo 2019, quindi, dalle ore 09:00
tutti sotto al Tar in Viale Andrea Doria a Latina.

L’invito è stato esteso alle istituzioni
locali e nazionali per dimostrare la vicinanza ai lavoratori e per prendere le
distanze da chi aggira le normative e i contratti di lavoro e continua ad utilizzare
fondi dello Stato destinati ad espletare servizi essenziali e a retribuire i
lavoratori che espletano tali servizi!

La responsabilità non può rimanere solo in
capo ai lavoratori coinvolti che appunto con grande senso di responsabilità
continuano a lavorare senza stipendio per garantire alle scuole pubbliche di
rimanere aperte ma occorre lanciare un segnale chiaro e per questo ci
aspettiamo una forte presenza anche del mondo istituzionale!