"Una nuova Primavera": il viaggio umano e politico di Giuseppe Conte incanta il pubblico di Velletri .
all'infanzia nel piccolo borgo di Volturara Appula agli anni a Palazzo Chigi: l'ex premier presenta "Una nuova Primavera" alla rassegna letteraria dei Castelli Romani.
Velletri, Giuseppe Conte ospite dell'ultimo appuntamento della rassegna letteraria "Velletri Libris". L’ex premier ha presentato il suo libro “Una nuova Primavera”. Davanti ad una platea gremita, il leader del Movimento 5 Stelle ha ripercorso le sue origini nel piccolo comune di Volturara Appula, ricordando l'importanza dei valori familiari prima del salto a Palazzo Chigi nel 2018. Spazio anche alla politica interna e alla gestione della pandemia: Conte ha difeso le riforme dei suoi governi e ha lanciato un messaggio chiaro agli alleati del centrosinistra: "Per il campo largo, i programmi contano più dei nomi". Il prossimo appuntamento con la rassegna è fissato per martedì 7 luglio con la sestina finalista del Premio Strega.
Prosegue con un grande successo di pubblico la X edizione di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo.
Per il terzo appuntamento in cartellone è stato ospite Giuseppe Conte, ex premier e leader del M5S, con il suo libro “Una nuova primavera”, edito da Marsilio.
Prima dell’intervento Massimo Morassut ha presentato la cantina ospite, “Giulio Pesoli” di Ariccia, e Silvia Ciriaci ha effettuato il consueto reading, “L’incipit”, con Paola Cucuzza alla chitarra. Accolto da un fragoroso applauso, il presidente Giuseppe Conte ha salutato la platea di Velletri e dialogato con il giornalista Tommaso Giuntella, abile nel trattare i vari nodi che compongono in libro in una conversazione dinamica e fluida.
“Una nuova primavera” muove i suoi passi dalla biografia di Conte, che con orgoglio ha rivendicato il fatto di essere nato in un piccolo paese del Sud, Volturara Appula: “sono cresciuto giocando a palla per strada, con i vicini che ti rimandavano le pallonate, il farmacista e il parroco che facevano da controllo sociale. È un clima che oggi in un centro urbano non trovi più”, ha raccontato Giuseppe Conte. Volturara Appula è uno dei paesi che si stanno spopolando, ma per l’ex presidente del Consiglio resta il simbolo delle sue radici che non ha mai nascosto: “sono molto legato a questa identità e orgoglioso delle mie origini. Anche quando sono diventato presidente del Consiglio e Putin, Trump, Macron mi chiedevano da dove provenissi, ho sempre risposto con il nome del mio paese”. Proprio da quella terra dice di aver preso la bussola: “Rigore e studio mi hanno reso indipendente dai soldi, con i piedi piantati per terra. In famiglia non abbiamo mai invidiato nessuno. Mi hanno trasmesso la consapevolezza che nella vita ti devi guadagnare tutto”.
Il suo avvicinamento alla politica è stato graduale e per certi versi improvviso: pur essendosi sempre interessato alle questioni politiche, infatti, Conte non aveva mai pensato di impegnarsi in prima persona: “non avrei mai pensato di essere indicato come presidente del Consiglio”, ha svelato, “e invece di colpo, nel 2018, è arrivata una telefonata e ho iniziato ad avere rapporti diretti con tutti i leader mondiali”. Entrare in questo mondo è stato per l’autore uno sconvolgimento, vista l’enorme differenza tra l’ambiente universitario e quello governativo. Conte ha parlato anche della sua adesione ai pentastellati: “mi sono predisposto verso il M5S che non godeva di buona fama. Tra i “vaffa” e gli “scappati di casa” era una forza politica che non aveva rapporti col mondo universitario”. Eppure quando è arrivato il momento di andare al governo, non si è tirato indietro. Uno dei problemi affrontati è stato quello dell’impatto mediatico, con cameramen e troupe televisive sotto casa che hanno invaso la sua privacy.
Oltre questo aspetto, però, c’è stato poi lo studio e l’arrivo delle questioni spinose da affrontare. Conte ha raccontato il suo analizzare i dossier, rivendicando tutte le riforme fatte, alcune delle quali non completate come avrebbe voluto. Interventi sul precariato, sul reddito di cittadinanza, sulle missioni militari: “senti il peso vero della responsabilità, ma rivendico tutto quello che abbiamo messo in campo. Alcune riforme andavano accompagnate e non ce lo hanno permesso, e penso anche ai soldi del PNRR, vedremo alla fine della fiera come li hanno gestiti”. Proprio la pandemia ha avuto un impatto enorme sulla società italiana e Giuseppe Conte si è trovato a governare il paese in una fase storica delicata e unica. Da lì il concetto di empatia, una dimensione del potere spesso sottovalutata. Fra i temi trattati nel libro però c’è anche l’attualità, con il “campo largo” e le sfide del futuro. L’autore ha ribadito con nettezza che in caso di primarie di coalizione anteporrà sempre il programma alla sua figura e che quindi con Elly Schlein e gli altri leader del centrosinistra non c’è competizione in tal senso.
Al termine dell’incontro con Giuseppe Conte ancora un lunghissimo firma copie e tante foto, per una importante e stimolante. “Velletri Libris” prosegue con grande successo. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio.
Prossimo appuntamento martedì 7 luglio, sempre alle ore 21, con la sestina finalista del Premio Strega che tocca Velletri con il tour annuale. Ingresso libero.
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