Unicoop, "C'è l'accordo sugli esuberi"

Il 4 aprile 2019 a Roma si è svoltol’incontro con Unicoop Tirreno a seguito del piano di riorganizzazione del Suddel Lazio che prevede la chiusura di quattro punti vendita (tra cui quello diAprilia, v...

A cura di Redazione
04 aprile 2019 17:00
Unicoop, "C'è l'accordo sugli esuberi" -
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Il 4 aprile 2019 a Roma si è svolto
l’incontro con Unicoop Tirreno a seguito del piano di riorganizzazione del Sud
del Lazio che prevede la chiusura di quattro punti vendita (tra cui quello di
Aprilia, via Mascagni, Pomezia via Cavour e Velletri) e la riorganizzazione di
altri tre.

Dei 145
esuberi dichiarati nessuno verrà licenziato. È previsto un piano di
incentivazione alla non opposizione al licenziamento e al trasferimento.

“L’incentivo
– spiega il segretario nazionale della Uiltucs Paolo Andreani - è pari a 37mila
euro lordi riproporzionato all’orario di lavoro. Qualora i due strumenti non
fossero sufficienti la cooperativa potrà trasferire i lavoratori solo verso il
comune di Roma e comunque con gli indennizzi previsti dalla contrattazione
integrativa sottoscritta da Filcams CGIL, Fisascat Cisl e UILTuCS.

Nel
frattempo rimarrà aperto il confronto a livello territoriale per verificare il
piano di riorganizzazione. Per Filcams, Fisascat e Uiltucs l’accordo è la
migliore soluzione al problema degli esuberi.

Resta
tuttavia il rammarico per la scelta della cooperativa di chiudere quattro punti
vendita seppur alcuni avevano perdite rilevanti.

Le
politiche commerciali attuate da Unicoop Tirreno sono state evidentemente
inefficaci. Eclatante è la recente trasformazione del punto vendita di Colle
Ferro in Ipercoop.

Più complessivamente la vertenza aperta in Unicoop Tirreno ha ancora molte criticità da affrontare, che nelle prossime settimane verranno verificate”.

Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice "l’intesa raggiunta salvaguarda il principio della volontarietà per quanti vorranno uscire dal perimetro aziendale ed investe su percorsi di mobilità interni all’impresa con un dignitoso incentivo in termini di ristoro per le distanze da sostenere. Le imprese cooperative, per i valori che incarnano nell’ambito dell’economia del nostro paese - ha concluso il sindacalista - dovrebbero essere maggiormente sensibili alle ricadute sociali che i piani di riorganizzazione e ristrutturazione inevitabilmente producono".