Vicenda Karibù, arresti domiciliari per i membri del Cda e sequestro di beni
Operazione sulle attività di Karibu condotta dal Nucleo Polizia Economica eFinanziaria della Guardia di Finanza di Latina: questa mattina con riferimento all'attività delle cooperative coinvolte nell...
Operazione sulle attività di Karibu condotta dal Nucleo Polizia Economica e
Finanziaria della Guardia di Finanza di Latina: questa mattina con riferimento all'attività delle cooperative coinvolte nella gestione di richiedenti asilo e di minori non accompagnati nell'ambito della provincia di Latina, li Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Latina ha dato esecuzione all'ordinanza emessa dal GIP presso li Tribunale di Latina con la quale è stata disposta l'applicazione:
a) delle misure cautelari personali degli arresti domiciliari e dell'obbligo di dimora presso li proprio comune di residenza nei confronti dei membri del Consiglio di Amministrazione della cooperativa sociale integrata "KARIBU";
b) della misura cautelare reale del sequestro preventivo a fini di confisca, anche per equivalente, del profitto del reato nei confronti degli stessi e di altro soggetto legato a loro da vincoli di parentela, che attualmente si trova all'estero.
Le indagini condotte da questa Procura e dalla Guardia di Finanza hanno consentito di accertare condotte di frode nelle pubbliche forniture, bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione) e auto-riciclaggio.
Segnatamente, le cooperative KARIBU e CONSORZIO AGENZIA PER L'INCLUSIONE E I DIRITTI ITALIA (in sigla CONSORZIO A.I.D. ITALIA), nonché al JAMBO AFRICA (per li Regone, Ent(ocal9 Vostinataspeatedproget opandrasstearpuatdant richiedenti asilo eiminori non accompagnati, fornendo tutavia un servizio inadeguato e comunque difforme rispetto a quello pattuito.
Sono state riscontrate infati numerose criticità nele strutture gestite dale cooperative e, ni particolare:
- sovrannumero di ospiti;
- alloggi fatiscenti con arredamento inadeguato;
- condizioni igieniche carenti;
- derattizzazione e deblattizzazione assenti;
- riscaldamento assente ocomunque non adeguato;
- carenze nell'erogazione dell'acqua calda;
- carenze nella conservazione delle carni;
- insufficienza e scarsa qualità del cibo;
-presenza di umidità e muffa nelle strutture;
-carenze del servizio di pulizia dei locali e dei servizi igienici; -insufficiente consegna di vestiario e prodotti per l'igiene.
Al riguardo sono esemplificative le vicende dei CAS di Aprilia (Via Lipari), di Latina (Hotel de la Vile Central) e di Maenza (Casal dei Lupi) gestiti dalla KARIBU, nonché quelle dei CAS di Latina (Via Romagnoli e Via del Pioppeto) gestiti da CONSORZIO AID.
L'inosservanza delle condizioni pattuite - concretizzatasi nelle gravissime criticità sopra riportate e rilevate dagli ispettori della Prefettura anche congiuntamente a quelli della ASL di Latina e ai Vigili del Fuoco, tali da far vivere gli ospiti in condizioni offensive dei diritti e della dignità degli uomini e delle donne, aggravate dalla condizione di particolare vulnerabilità dei migranti richiedenti protezione internazionale - ha generato considerevoli risparmi di spesa/profitti, che sono stati utilizzati per spese varie (alberghi, ristoranti, abbigliamento di lusso, accessori, gioielli ecc.) e/o investimenti del tutto estranei ale finalità del servizio pubblico e assolutamente non inerenti con l'oggetto sociale delle cooperative e la loro natura di enti no profit.
Tali distrazioni di danaro sono state oggetto di approfondimenti investigativi che hanno consentito di ipotizzare a carico degli indagati i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione) a seguito dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza della cooperativa KARIBU e di autoriciclaggio di parte di dette somme, che sono state trasferite all'estero (Ruanda, Belgio e Portogallo) e reimpiegate in attività imprenditoriali e comunque estranee rispetto ale finalità di assistenza e gestione ni Italia dei migranti e/o richiedenti asilo.
Le indagini proseguono, anche con riferimento a temi investigativi diversi e complessi, nel rispetto delle disposizioni normative in tema di segretezza degli atti di indagine, onde garantire, per un verso, diritti efacoltà dele persone sottoposte ad indagini e, per altro verso, la genuinità, l'oggettività e li buon esito degli accertamenti investigativi