Vivi vicino ad un locale? Il legale: “Si può ricorrere in urgenza per immissioni sonore intollerabili”
Con l’ordinanza del 14 maggio 2026, il Tribunale di Busto Arsizio ha ribadito l'importanza di tutelare il diritto alla salute e al risposo dei residenti.
Con l’ordinanza del 14 maggio 2026, il Tribunale di Busto Arsizio ha ribadito un principio di grande interesse per i cittadini che vivono in prossimità di bar, pub e altri esercizi pubblici: quando le immissioni sonore superano la soglia della normale tollerabilità, il giudice può intervenire in via d’urgenza per tutelare il diritto alla salute e al riposo dei residenti. E’ quanto afferma Smeralda Cappetti legale e consulente dell’associazione Aduc.
Il caso riguardava un locale situato al piano terra di un edificio condominiale, dal quale provenivano musica amplificata e schiamazzi degli avventori nelle ore serali e notturne.
Secondo il Tribunale, il superamento del limite di tollerabilità può essere accertato applicando il criterio differenziale elaborato dalla giurisprudenza: il rumore è considerato intollerabile quando supera di oltre 3 decibel il rumore di fondo dell’ambiente.
Nel procedimento, la consulenza tecnica d’ufficio ha rilevato differenziali compresi tra oltre 10 e 23 decibel, valori nettamente superiori alla soglia di riferimento. Ciò ha consentito di ritenere sussistente il fumus boni iuris, ossia la fondatezza della pretesa dei residenti.
Particolarmente significativa è anche la valutazione del periculum in mora. Il Tribunale ha affermato che, in presenza di rumori intensi e ripetuti nelle ore dedicate al riposo notturno, il rischio di un danno grave e irreparabile può essere desunto dalle stesse caratteristiche delle immissioni. Non è quindi necessario dimostrare, mediante specifiche certificazioni medico-legali, l’insorgenza di una malattia: è sufficiente la comprovata compromissione del riposo, della qualità della vita e dell’equilibrio psicofisico delle persone.
Sulla base di tali presupposti, il giudice ha ordinato la cessazione delle attività rumorose dopo le ore 22, vietando l’utilizzo degli impianti sonori e imponendo misure idonee a evitare il disturbo provocato dagli avventori, fino all’esecuzione di adeguati interventi di insonorizzazione.
La decisione conferma l’importanza degli strumenti cautelari per garantire una tutela rapida ed efficace dei diritti fondamentali dei cittadini, riaffermando che il diritto alla salute e alla normale vivibilità della propria abitazione prevale quando l’attività economica viene esercitata in modo incompatibile con il contesto residenziale.
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