50enne di Aprilia uccide il padre della ex al culmine di una lite

L'uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha chiesto i domiciliari ad Aprilia

30 maggio 2026 19:09
50enne di Aprilia uccide il padre della ex al culmine di una lite -
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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Fabrizio Barberini, l'uomo di 50 anni, originario di Aprilia, accusato di aver ucciso il suocero, nei giorni scorsi a Porcia in provincia di Pordenone. La sua difesa ha chiesto che venga disposta la misura degli arresti domiciliari a casa della madre, ad Aprilia affinché possa trovare un lavoro per pagare le rate del mutuo della casa dove vive la sua famiglia garantire il mantenimento dei figli. Il giudice si è riservato.

È un 50enne di Aprilia, Fabrizio Barberini, l'uomo accusato di aver ucciso il padre della sua ex, al culmine di una lite scoppiata in una casa e di Porcia (Pordenone). Secondo le prime ricostruzioni, la vittima stava difendendo la figlia. L'arma del delitto sarebbe una bottiglia. Il 50enne avrebbe dichiarato di aver agito per legittima difesa.

Una donna si era barricata in casa con i figli piccoli dopo essere stata colpita alla testa dall'ex compagno. Poi la telefonata al padre e la corsa disperata di quest'ultimo per raggiungerla e salvarla. Ma una volta arrivato a casa della figlia, l'uomo è stato aggredito mortalmente in strada, a colpi di bottiglie e pietre. È il drammatico scenario ricostruito dagli investigatori dopo l'omicidio avvenuto nel pomeriggio di ieri a Porcia, in provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia.

La vittima è Marius Adrian Dorobantu, cittadino romeno di 59 anni, ucciso al culmine di una violenta lite con l'ex compagno della figlia, il 49enne Fabrizio Barberini, originario di Latina, ma residente in quella zona da diversi anni.

L'uomo è ora in carcere, dopo un passaggio in ospedale. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe iniziato poco dopo le 15.30, quando la donna, 39 anni, ha chiamato il 112 chiedendo aiuto.

Agli operatori avrebbe raccontato di essere stata colpita dall'ex compagno e di essersi chiusa in bagno insieme ai figli minorenni per paura che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Poco dopo sarebbe riuscita a contattare anche il padre, chiedendogli di intervenire. Il 59enne si è precipitato davanti alla villetta della figlia, dove avrebbe affrontato l'ex genero nel tentativo di proteggere lei e i bambini.

La discussione è degenerata in strada. Quando i primi soccorritori sono arrivati sul posto, davanti all'abitazione c'era già una pattuglia della polizia che stava tentando di rianimare il 59enne. Le ferite riportate al capo erano però troppo gravi.

Secondo i primi accertamenti l'uomo sarebbe stato colpito con oggetti contundenti e taglienti, probabilmente bottiglie rotte e pietre raccolte in strada. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma senza esito.

L'aggressore presentava invece ferite superficiali sebbene lamentasse dolori lancinanti. Ai soccorritori e agli investigatori avrebbe sostenuto di aver agito per legittima difesa. È stato comunque trasferito in ospedale in codice giallo con l'elicottero; è sotto osservazione.

Anche la donna, sotto choc e con lievi ferite, è stata accompagnata in ospedale per accertamenti, mentre i figli minorenni sono stati affidati ai familiari. La scena del delitto è stata a lungo presidiata dagli uomini della Scientifica e dalla Squadra mobile della questura di Pordenone, coordinati dalla locale Procura.

Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione le fasi dell'aggressione e verificando eventuali precedenti tensioni tra la coppia legate alla separazione.

Sul posto è arrivato il medico legale, che ora dovrà accertare le cause del decesso. Da quanto si è appreso, l'ex compagno si sarebbe presentato nell'abitazione della donna per chiarire questioni personali legate alla fine della loro relazione.

In pochi minuti però il confronto sarebbe degenerato fino all'epilogo mortale.