A Latina in scena "Sipario", monologo di Orazio Mercuri
Giovedì28 marzo, alle 18.30, presso il Teatro Moderno di Latina, in Via Sisto V, andràin scena lo spettacolo “Sipario” , monologo dell'attore pontino Orazio Mercuri.Lo spettacolo è inserito nella mani...
Giovedì
28 marzo, alle 18.30, presso il Teatro Moderno di Latina, in Via Sisto V, andrà
in scena lo spettacolo “Sipario” , monologo dell'attore pontino Orazio Mercuri.
Lo spettacolo è inserito nella manifestazione “I nostri servizi e non solo”
realizzata dalla CISL Latina.
Orazio
Mercuri, nato il 4 luglio 1958 a Bassiano, opera nel campo teatrale da oltre 30
anni come attore regista ed autore. Negli anni ha perfezionato la sua vocazione
attoriale con numerosi maestri, Gianni Diotaiuti, Giuseppe Perruccio, Ferruccio
Soleri e Matteo Belli sono solo alcuni dei professionisti che lo hanno aiutato
a maturare nel suo percorso creativo e la sua espressività. Dopo la creazione
degli spettacoli : “Equilibrio, i suoni dell'oppressione”, “ Io sono di
sinistra” e “La Mel en Conì – Voilà”, Orazio Mercuri presenta al pubblico
pontino la sua ultima creazione “Sipario”. Il monologo che che lo vede
protagonista come autore ed attore focalizza l'attenzione sulla difficoltà
dell'uomo di sentirsi libero . Il testo che porterà in scena sul palco del
Teatro Moderno di Latina trae ispirazione da opere di Giorgio Gaber, Vito
Mancuso, Fedor Michajlovic Dostoevskij ed Erasmo da Rotterdam. Mercuri nella
sua ultima composizione si interroga sulla consapevolezza dell'interiorità
liberata, la sua attenzione fa alcune incursioni anche sulla alienazione, la
pazzia e la follia dell'uomo comune identificandola a tratti come un veicolo
liberatorio. Un solo attore in scena con un testo particolare che invita il
pubblico ad una riflessione profonda ed interiore: “Quanto siamo davvero liberi
?”. Lo spettacolo sarà preceduto dall'incontro con lo scrittore Pierluigi Felli
e dopo la performance di Mercuri il pubblico potrà trattenersi per una gustosa
apericena che precederà la performance musicale di Giovanni Aversano .
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