Abete secco al centro della piazza, ad Aprilia: la lettera-denuncia dedicata “ad un albero nato morto”.
Riceviamo e pubblichiamo la “Lettera ad un albero nato morto”, scritta a quattro mani da Roberto Fiorentini di “Europa Verde” e dal giornalista apriliano Riccardo Toffoli, a titolo personale:Lettera a...
Riceviamo e pubblichiamo la “Lettera ad un albero nato morto”, scritta a quattro mani da Roberto Fiorentini di “Europa Verde” e dal giornalista apriliano Riccardo Toffoli, a titolo personale:
Lettera ad un albero nato morto
“Caro abete,
non sappiamo dove sei nato.
Ci piace immaginarti seme, tra i boschi della Lapponia, e crescere piano, con lentezza. Alzarti rigoglioso sognando di conoscere Babbo Natale.
Poi un giorno, proprio quando si avvicinava il Natale, hai guardato in basso: c’erano esseri umani. Magari hai anche pensato: “Che bello, nuova compagnia!”
Invece.
Invece ti hanno portato via, lontano.
Al tuo risveglio, ti sei ritrovato al centro di una piazza fatta di cemento.
Qualcuno applaudiva e urlava: “Un abete! Sarà veramente Natale anche da noi!”
Altri mugugnavano, tristi: “Hanno distrutto l’architettura originaria della piazza, per un albero pagato 10 mila euro che probabilmente non sopporterà tutto questo cemento. Povero abete!”
Ti sei lasciato andare all’entusiasmo dei primi: eri al centro della Città, eri al centro del Natale della nostra Comunità!
Ma non potevi sapere.
Non potevi immaginare che gli stessi che applaudivano, passato il Natale si sarebbero dimenticati di te.
Ora sei lì, secco, che ci guardi.
Ora sei lì che ci lanci l’ultimo messaggio: il Verde va rispettato.
No, caro abete.
Non potevi proprio sapere che saresti nato solo per far contente quattro persone poi essere abbandonato, come tanti altri alberi della nostra Città.
Non potevi sapere che sei nato già morto.
Chiediamo scusa alla piazza, per averla stuprata.
Chiediamo scusa a te, a nome di tutta la nostra Città, per averti ucciso.
Roberto Fiorentini
Riccardo Toffoli
20.2°