Ad Aprilia Piero Fassino a sostegno di Giorgio Giusfredi
“Votate per la città di Aprilia e per il sindaco migliore. I cittadini quando votano alle amministrative, non pensano né all’appartenenza politica né alle idee nazionali, ma votano la persona che può...
“Votate per la città di Aprilia e per il sindaco migliore. I cittadini quando votano alle amministrative, non pensano né all’appartenenza politica né alle idee nazionali, ma votano la persona che può fare qualcosa per la città”. Piero Fassino, ex segretario nazionale dei Democratici di Sinistra, ministro del commercio estero e poi della giustizia, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, scende in campo per Giorgio Giusfredi sindaco. Lo fa in un incontro all’Hotel Enea giovedì 31 maggio alle ore 18 con l’occasione di presentare il suo ultimo libro “Pd Davvero”, uscito a dieci anni dalla fondazione del Partito Democratico. Ad intervistarlo, l’insegnante e giornalista Riccardo Toffoli. Il libro ricostruisce la storia della sinistra dagli ultimi trent’anni, dalla caduta del muro di Berlino ai governi Prodi, Berlusconi e Renzi. Ogni capitolo del libro affronta gli argomenti scottanti di grande attualità dall’immigrazione, alla politica economica, dall’Europa alle riforme. Ha aperto il dibattito, il candidato sindaco Giorgio Giusfredi che ha ringraziato Fassino per la presenza e ha sottolineato l’importanza di avere un esempio di amministratore, da tutti riconosciuto, nella città di Torino. Fassino ha ribadito l’importanza dei Comuni nel rapporto tra istituzioni, politica e cittadini e ha invitato a fare una campagna elettorale per “il sindaco migliore”. “Le amministrative –ha detto Fassino- sono diverse dalle politiche. Nelle amministrative si deve puntare sul sindaco migliore, quello che può risolvere i problemi della città indipendentemente dall’appartenenza o dalle idee politiche”.
Quindi è entrato nel vivo delle questioni parlando anche di argomenti locali. “Aprilia è cresciuta spontaneamente –ha detto- ho visto che ha delle periferie che ancora non hanno i servizi primari. La politica nazionale ha pagato lo scotto di aver dovuto affrontare una crisi economica, la più sofferta dal dopoguerra, che ha costretto a tagliare i fondi agli enti locali. In questi anni i finanziamenti ai Comuni sono stati tagliati di 18 miliardi di euro. Questo è un problema che abbiamo più volte affrontato perché tagliare ai Comuni significa anche tagliare il rapporto con la politica nazionale”. Fassino ha quindi, parlato dell’importanza della partecipazione alla vita politica della città. “I nuclei periferici di Aprilia –ha continuato- che sono cresciuti spontaneamente, ad esempio potrebbero trovare delle forme di democrazia partecipata per mettere in moto una identità di quartiere e cercare di avviare quelle iniziative per il risanamento. Tramite la partecipazione si possono gettare le basi per una maggiore identità civica”. Un passaggio è stato fatto sulla differenza tra una sinistra “riformista” che scommette sulle riforme e una sinistra “radicale” che invece, si schiera sempre per i no. “Oggi le riforme sono necessarie ma le riforme devono anche essere percepite come positive dalla cittadinanza –ha spiegato Fassino- noi ci siamo trovati a promuovere riforme importanti per il paese che hanno dato i loro frutti ma che sono state percepite negativamente. Mi riferisco in particolare alla riforma della scuola e dell’art. 18”. Fassino non nega la sconfitta elettorale del 4 marzo, ma nel contempo ne sottolinea le cause, prima fra tutti la crisi economica che ha penalizzato le forze che hanno governato negli ultimi dieci anni. Un argomento specifico è stato dedicato all’importanza dell’Europa. “Tanti vorrebbero uscirne –ha commentato- senza rendersi conto dei benefici che l’Europa ha prodotto in tutti questi anni. L’Europa ha garantito a tutti 70 anni di pace. Una cosa che a noi pare scontata ma che non si è mai ripetuta nel secolo scorso. Nel solo ‘900 ci sono state due guerre mondiali a distanza di 20 anni. E pace significa tante cose: progresso, lavoro e benessere”. L’obiettivo della sinistra oggi è quello di regolare la globalizzazione. “In un mondo globale la sovranità nazionale acquisisce un senso restrittivo –conclude- servono degli organismi internazionali che sappiano regolare la globalizzazione. Il nazionalismo rivendica la chiusura degli stati, ma non è l’arma che può farci uscire dalla crisi. Se chiudiamo, ci impoveriamo. Occorre invece governare la globalizzazione attraverso delle istituzioni internazionali e si sta procedendo in questo senso. La sinistra ha il compito oggi di continuare a credere nei valori di sempre come l’uguaglianza, la giustizia sociale, il diritto al lavoro e di difendere queste scelte attraverso una civilizzazione della globalizzazione”.
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