Aprilia - "Addio fogne a Casalazzara, i fondi dirottati per l'ex Tulipano"
Il comitato Borghi Rurali insorge: "Noi trattati come cittadini di serie B. Perché penalizzare la periferia nord della città, l'impianto è in ottime condizioni basta poco per metterlo in funzione"
“Fogne dimenticate, cittadini di serie B”, è quanto urla a gran voce la periferia tramite il comitato Borghi Rurali di Aprilia.
“Chi abita in periferia si sente sempre più spesso trattato come cittadino di serie B. - Precisa il comitato - Chi pensava che con l'avvento dei Commissari, ci sarebbe stata un po' di equità è rimasto fortemente deluso. Non solo c'è il costante diniego nell'ascoltare i cittadini, ma anche i fondi destinati alle periferie vengono dirottati al centro città. È questo che è accaduto a noi dei Borghi Rurali, - spiegano ancora i residenti - ci siamo visti togliere importanti risorse economiche per essere destinati al centro cittadino. Dapprima i ristori per il grande parco fotovoltaico che deturpa una grande estensione agricola, terreno fertile e da anni coltivato in biologico. Ristori come dice la parola stessa, dovevano mitigare i disagi subiti da chi ci abita. Invece sono stati dirottati al centro della città. Ciliegina sulla torta hanno anche tolto i fondi a noi destinati, per la realizzazione dell'impianto fognario denominato Casalazzara 2”.
La delibera sui fondi per l’impianto fognario di Casalazzara 2 ormai dirottati
“A leggere la delibera - dice Borghi Rurali - si comprende subito che chi l'ha pensata o non conosce il tema o è in malafede: le motivazioni che vengono avanzate sono prive di ogni fondamento. Innanzitutto si parla di impossibilità di utilizzo dell’area e del mancato avvio della procedura di esproprio. Nulla di più errato, il sito non solo è perfettamente idoneo con pochi accorgimenti costruttivi, come confermato da tutti gli ingegneri che abbiamo interpellato, ma non necessita neanche di esproprio in quanto il proprietario ce lo dona. E non è tutto il proprietario si impegna anche alla realizzazione di una parte importante del collettore. Ad onor del vero leggendo con attenzione la delibera, c’è un punto che i Commissari o chi per loro, hanno centrato, citando tra le cause “carenze amministrative e tecniche”.
Le carenze amministrative e tecniche
“E’ proprio così - dice il Comitato -, infatti come ben ricorderete, come comitato Borghi Rurali le abbiamo provate tutte con l’amministrazione Terra, l’assessore Caporaso, interfacciandoci con loro più volte. Ma carte alla mano, per motivi a noi oscuri, la realizzazione di questo progetto è stato sempre ostacolato. Proprio per questo motivo, magari andavano ascoltati i diretti interessati, noi cittadini, che paghiamo le tasse compresa la bucalossi, tasse destinate alle opere primarie e secondarie da realizzare anche nelle periferie. E magari ci si accorgeva che grazie all’aiuto del geometra Boi che ha realizzato il progetto e al proprietario che ha donato il sito, il depuratore e parte del collettore sin da subito può essere realizzato, con costi fortemente contenuti. Anche la posizione del sito, a valle nel lato dove più c’è bisogno di un depuratore, garantisce una completa copertura di tutto il comprensorio, senza dover utilizzare pompe di sollevamento, che hanno grandi costi di mantenimento. A leggere la delibera numero 58 del 29/06/2026, si comprende che l’intenzione è di trovare fondi per ricollocare i ragazzi che vanno a scuola, nulla da eccepire. Ma così facendo si crea un danno enorme per la periferia nord di Aprilia, vanificando gli sforzi che da anni stiamo compiendo”.
Le alternative per il trasferimento della Gramsci non prese in considerazione
“Sappiamo che alle commissarie sono state avanzate alternative a costi contenuti, ma a quanto pare non sono state prese in considerazione. Le persone sono stanche di questo trattamento, sono stanche di essere ricordate solo quando c’è da pagare le tasse, non parliamo solo della rete fognaria ma anche del gas, dell’acqua pubblica delle strade, dei rifiuti.... Certo nessuno pretende che i Commissari possano risolvere tutti i problemi, ma quanto meno non toglieteci le risorse a noi destinate. In ogni caso noi siamo sempre disponibili a sederci ad un tavolo, confidando nella buona fede di chi non conoscendo le realtà ha agito di impulso”.
26.9°