Aprilia - Aperitivi di Pace, stasera il monologo di Angela Iantosca

Stasera ad Aprilia, presso l’oratorio della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ci sarà l’iniziativa “Aperitivi di Pace”. Con l’occasione, alle 19.30, in scena il monologo di e con Angela Iantosca dal tit...

A cura di Redazione
17 novembre 2025 11:30
Aprilia - Aperitivi di Pace, stasera il monologo di Angela Iantosca -
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Stasera ad Aprilia, presso l’oratorio della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ci sarà l’iniziativa “Aperitivi di Pace”. Con l’occasione, alle 19.30, in scena il monologo di e con Angela Iantosca dal titolo “Disarmare. Voce del Verbo Amare. Ovvero spogliare l’informazione delle Armi” 

Angela Iantosca, giornalista e scrittrice, dopo il successo de “La Ventiduesima Donna”, monologo teatrale che continua il suo tour e che è un viaggio nei suoi nove libri, torna in scena con un nuovo lavoro, “Disarmare. Voce del Verbo Amare. Ovvero Spogliare l’Informazione delle Armi”, un testo che vuole sollecitare una riflessione sul giornalismo, sulle ‘S’ (Sesso, Sangue e Soldi, Sport, Salute e Share...) che troppo spesso sono la vera ispirazione per i giornalisti, sui titoli e la deontologia, sulla necessità di interrogarsi in merito alla direzione di un mestiere che rischia di far arretrare sulla battaglia dei diritti.

Una riflessione che parte dal giornalismo, dalle parole di Papa Francesco pronunciate in occasione del Giubileo della Comunicazione e sottolineate con forza anche da Papa Leone XIV, per arrivare agli esseri umani, Uomini e Donne, sollecitati a rispondere alla domanda delle domande: “Adamo (ed Eva) dove sei?”.

Perché prima di essere giornalisti rispettosi di quel “giuramento di Ippocrate dell’informazione” che dovrebbe essere pronunciato per poter ottenere l’iscrizione all’Ordine, si è persone, si è genitori, figli, fratelli, sorelle, anziani e giovani nel mondo. Un mondo che dovremmo rendere “un’aiuola più abitabile” con le nostre scelte, parole e comportamenti. Con la mitezza e la gentilezza e quella prossimità nella comunicazione che dovrebbe seguire lo stile dei compagni di strada e del più grande Comunicatore di tutti i tempi.

E allora le parole diventano volti: quello di Salvatore, un papà carcerato che conosce il cambiamento, quello di Hamza, vittima come tanti di conflitti senza senso capaci di produrre solo dolore e sofferenza, e di Maria e Domenico, madre e figlio vittime del Kanun in Albania. Storie incontrate dalla Iantosca nel suo percorso di giornalista e, prima di tutto, di essere umano, che prendono vita inchiodandoci di fronte alle nostre responsabilità, alla necessità di una narrazione che corrisponda a quella verità che prima di tutto deve essere dentro di noi.

Perché tutti ricordino che “Tutti i conflitti trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti” come diceva Don Tonino Bello.

 Il monologo, promosso da Settimana della Comunicazione e Associazione Comunicazione e Cultura Paoline ODV da maggio 2025 è in tour.

Dopo il debutto del 3 maggio in occasione della Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa a Ronchi dei Legionari (Gorizia) per il Festival Leali delle Notizie, ha incontrato gli studenti del Canossa Di Brescia e quelli del Lunardi di Brescia; a Napoli ha incontrato il pubblico della Basilica di San Giorgio Maggiore, di Grottaglie (Taranto), di Roma nella sede di Civiltà Cattolica e nella sede romana delle Paoline per la XIII Assemblea dell’Apostolato “Comunicare la speranza”.

 

 

 

 

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