APRILIA - ARMI DA GUERRA PER L'AGGUATO TRA CLAN, 4 FERMI

Sventato ad Aprilia un agguato di un’organizzazione di tipo mafioso. Fermati gli uomini del boss Forniti, poi arrestato in Marocco dopo la latitanza nell'ambito dell'operazione Assedio.

22 maggio 2026 10:38
APRILIA - ARMI DA GUERRA PER L'AGGUATO TRA CLAN, 4 FERMI -
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Armi da guerra per colpire clan rivale nello spaccio di droga, scattano 4 fermi precautelari in attesa del vaglio del giudice. Ad Aprilia viene sventato un agguato di un’organizzazione criminale di tipo mafioso. L’obiettivo era compiere un’azione eclatante di fuoco, con armi da guerra dotate di ottiche di precisione capaci di colpire a distanza i rivali nel controllo delle piazze di spaccio ad Aprilia, tra lezione del Toscanini, il centro e via Lazio. L’agguato è stato sventato lo scorso 16 maggio dai Carabinieri che hanno scoperto e sequestrato, in un’abitazione di Aprilia un imponente arsenale: kalashnikov, mitragliatori, fucili, pistole, carabine e quasi 3mila munizioni. Sotto sequestro anche giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte di Polizia e Carabinieri, banconote false e droga. Ora, per quattro persone - ritenute affiliate all’associazione criminale operante ad Aprilia e nei Comuni limitrofi - è scattato un provvedimento precautelare di fermo del Pm. Provvedimento eseguito nelle scorse ore, su disposizione della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e dai colleghi del Comando Provinciale di Roma.

Il gruppo è ritenuto affiliato al gruppo che era capeggiato da Patrizio Forniti finito nella maxi inchiesta Assedio e arrestato in Marocco l'anno scorso.

“I quattro sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, di illecita detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra, armi clandestine ed esplosivi, nonché di ricettazione, con l'aggravante del metodo mafioso.

L’imponente arsenale è stato scoperto in un’abitazione di Aprilia. Comprendeva una mitragliatrice da guerra “M.G.”, un Kalashnikov, 5 fucili mitragliatori, una pistola mitragliatrice, 6 carabine, 2 fucili “Fal”, un fucile a pompa, un fucile di precisione, 22 tra pistole e revolver, 3 bombe a mano, 8 silenziatori e 7 dispositivi tra mirini laser e ottiche di precisione.

All'interno dell'abitazione c'erano anche circa 2.800 munizioni di vario calibro, 3 giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte complete di fondine con scritte “Polizia” e “Carabinieri”, banconote false e sostanze stupefacenti.

Durante il blitz è stato arrestato in flagranza un cittadino straniero posto a guardia dell'immobile”.

L'operazione ha coinvolto Marco Formica (classe 1991), di Ardea, risulta residente in Spagna; Giuseppe Consales (classe 1989), di Aprilia, detto “Puzzone”; Luca Consales, alias Tony (classe 1992), di Aprilia; Abdelhaq Avvadi (classe 1990), marocchino, domiciliato ad Anzio.

L'obiettivo secondo gli inquirenti era la banda spregiudicata guidata dall'albanese Osvaldo Cuni.

Una guerra criminale che ad Aprilia ha portato ad una scia di atti intimidatori partita subito dopo l'operazione Assedio. Secondo gli inquirenti sarebbe stato Forniti dal Marocco, prima dell'arresto, a muovere i fili di tutto.

Marco Formica sarebbe tornato dall'estero per punire il gruppo avversario. Sempre lui era pronto a scappare a Dubai o in Argentina, così avrebbe svelato in un'intercettazione.

Il fermo è stato necessario per impedire che l'agguato mafioso venisse compiuto, ora il giudice dovrà decidere sulla misura cautelare da adottare. Le armi in possesso dei 4 erano di livello, compaiono infatti anche due fucili FAL di difficile reperimento e utilizzati da chi va in guerra.