Aprilia - Droga e armi, come era composta la banda: Amato a capo, Falco il braccio operativo
Le indagini partite con "Assedio" grazie a delle intercettazioni. I soggetti coinvolti collegati ad altre importanti operazioni come Las Mulas, Don't Touch e Turn Over. I carabinieri: "Risposta alle istanze sulla sicurezza"
Producevano droga in una serra clandestina, tecnologicamente avanzata nella quale vennero trovate oltre 800 piante, riuscivano però a movimentare tanta altra droga che veniva importata dall’estero, in particolare dal Belgio, per poi stoccarla e rivenderla tra Aprilia, Cisterna ma anche in altre zone del centro nord Italia.
E' stata sgominata ieri mattina (grazie ad intercettazioni, osservazioni e accertamenti), su ordine della DDA di Roma con un blitz dei carabinieri di Aprilia, insieme al nucleo cinofili di Ponte Galeria e al nucleo elicotteri di Pratica di Mare, una importante consorteria criminale che aveva la sua base logistica nel comune apriliano.
Diciannove le persone arrestate, tutte gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Tra le persone finite in manette Gennaro Amato 61enne di Cisterna considerato il capo dell'organizzazione; il braccio operativo, l’apriliano Francesco Falco di 42 anni, che aveva il compito di stoccare e smerciare la droga. Tutti gli affiliati però - secondo gli inquirenti - erano legati da uno stretto patto associativo finalizzato al traffico di droga e all’utilizzo di armi. Tre le basi operative localizzate tutte ad Aprilia. Il sodalizio si avvaleva di un autonoleggio per spostare grosse partite di droga. Sequestrate armi, tra cui un mitragliatore utilizzato per intimidire. L’operazione è nata durante l’inchiesta Assedio grazie a delle intercettazioni mirate, in particolare quando gli investigatori stavano cercando di chiarire gli atti intimidatori subiti dalla Tesei Bus sulla via Nettunense.
Sarebbe stato Gennaro Amato a decidere per il gruppo criminale di espandere l’attività in provincia di Massa e in Belgio, consentendo ad altri di entrare nel gruppo.
Falco, 42 anni, nel 2015 rimase coinvolto nell’inchiesta Don’t Touch, nel 2010, venne arrestato invece nell’operazione “Turn Over” su un giro di spaccio di cocaina.
Secondo gli inquirenti, fa parte del sodalizio il 49enne di Ciampino, Claudio Amadio, definito come il corriere della cosca romana “Gambacurta” di Boccea-Primavalle.
Giuseppe Arcadi, è un’altra figura di spicco: è considerato il collegamento con il mondo della ‘ndragheta, affiliato alla cosca di Africo dei Morabito, che nel 2022 entra a far parte del sodalizio investendo nelle serre.
Il gruppo aveva a disposizione due immobili per lo spaccio: uno in via Albegna ad Aprilia, dove era stata installata anche una serra per produrre marijuana; l’altro in via Genio Civile, diviso in due unità. I due siti di stoccaggio venivano occupati da Tonino Di Pietro e Antonio Cimmino, quest’ultimo arrestato nel 2010 nell’inchiesta “Turn Over” insieme a Francesco Falco. In arresto, ma ai domiciliari, anche la moglie di Cimmino, Daniela De Maio, figlia dell’ex presidente del Consiglio comunale di Aprilia.
Un altro nome conosciuto ad Aprilia è quello di Patrizio Libero Abbate, che nel 2017 venne arrestato nell’ambito di “Las Mulas”: l’inchiesta che permise di sgominare un’organizzazione che acquistava cocaina dal Sudamerica per poi venderla sul territorio di Aprilia. Secondo gli inquirenti - come viene chiarito nelle indagini - il sodalizio avrebbe utilizzato la società di autonoleggio intestata alla madre, gestita da Abbate e da Andrea Falco, per avere a disposizione mezzi nuovi per poter spostare le partite di droga. Ruolo chiave anche quello del 37enne Simone D'Innocenzo, dipendente del ministero dell'Istruzione, ricopriva il ruolo di collaboratore scolastico, che avrebbe offerto il proprio supporto tecnico per la produzione della marijuana in serra. Gian Luca Bottoni, detto il “muratore”, si occupava di custodire la serra. L'altro componente, Silvio Melotto Speranza, alias “l’elettricista”, si sarebbe occupato di allacci abusivi in modo tale da ottenere energia per le luci necessarie alla marijauna.
Lo stupefacente che veniva trasportato veniva chiamato con nomi in codice: "guantoni", "insalata", "palle" o "tavole". Le comunicazioni inoltre avvenivano tramite l’app di messaggistica Signal, considerata più sicura e crittografata.
I carabinieri di Aprilia hanno accertamento almeno un centinaio di movimentazioni di droga. Durante l’indagine sono stati sequestrati oltre 7 chili di cocaina, 50 chili di hashish e 35 chili di marijuana. Cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato perché sorpresi con 2 chili di cocaina.
Nel mirino del sodalizio criminale capeggiato da Amato, è finito un ristoratore di Aprilia vittima di estorsione.
"Per noi è stata questa una delle più rapide risposte alle continue richieste di sicurezza avanzate dai cittadini dopo la scia di criminalità avvertita sul territorio", ha spiegato il tenente colonnello Gianluca Piccioni.
Dopo la nuova l’operazione della DDA ad Aprilia, l’associazione antimafia Libera ringrazia il Reparto Territoriale Carabinieri di via Tiberio e commenta: “E’ necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione educativa sul territorio - dice il referente Gianpiero Cioffredi - Le mafie prosperano dove ci sono solitudine, disuguaglianze, paura e assenza di diritti. Aprilia e il territorio pontino hanno bisogno di verità”
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