Aprilia, caos medico di famiglia. Il Tdm: “Nel mese di dicembre 2mila cittadini senza punto di riferimento”

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Pubblicato 11-10-2021 ore 10:19  Aggiornato: 18-10-2021 ore 09:54

“Un disastro annunciato. Nel mese di dicembre 2000 cittadini senza Medico di Medicina Generale”. E’ quanto ribadisce Claudio Frollano Coordinatore  Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato.

“Purtroppo – aggiunge – tutti gli allarmi lanciati  da Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato di Aprilia da tre anni a questa parte, di cui l’ultimo pochi mesi fa, circa il grande caos  che l’uscita per quiescenza di figure professionali fondamentali come i  MMG avrebbe generato è passato nel silenzio delle  istituzioni preposte e con riferimento  in particolare alla Regione Lazio. Nel giro di due mesi (settembre/ottobre)  stanno lasciando il  posto vacante tre medici di famiglia, per un totale di circa 4000 cittadini che da un giorno all’altro stanno rimanendo senza assistenza medica. Da qui la corsa all’ assegnazione del nuovo medico, con l’urgenza in tantissimi casi di averlo “subito” perché necessitano di prescrizioni di farmaci urgenti e non solo.

Degli attuali 38 medici presenti nel nostro territorio, solo tre di loro hanno ancora posti residui, ma per prendere in carico circa 1100 cittadini, verso un fabbisogno di  3300. Di conseguenza a breve ci saranno 2200 concittadini che si ritroveranno senza medico di famiglia.

Sottolineiamo assegnazione medico e non scelta  medico, perché in questa realtà dove ogni giorno si saturano i pochi posti disponibili di ogni medico ( che senza deleghe non devono superare i 1500 assistiti), c’è solo la corsa a farsi assegnare il primo medico disponibile senza nessuna possibilità di scelta. Perché? semplice !!! non c’è scelta. Oggi ad esempio ci sono solo tre medici con posti residui…

Immaginabile anche le condizioni di lavoro in cui si ritrovano gli unici due impiegati che devono fare fronte a questa che definire “emergenza “ è limitativo, i quali in breve tempo devono più o meno evadere le circa 4000 richieste di cambio medico! Oltre naturalmente ad evadere le pratiche di competenza: richiesta tessera sanitaria, nuove esenzioni, ecc.

E’ umanamente impossibile gestire una tale mole di lavoro in tempi brevi e con serenità. Gli impiegati sono al limite della umana sopportazione e spesso sono costretti a subire pesanti intimidazioni ed aggressioni verbali da parte di utenti arrabbiati che purtroppo non capiscono che non dipende certo da loro se il servizio in termini di risorse è palesemente sotto dimensionato. A livello locale questa cosa è vissuta con forte imbarazzo e frustrazione ed altre figure professionali sono state coinvolte per aiutare l’ufficio del cambio medico.

Ma se in qualche modo una pezza temporanea (secondo  noi improponibile) per aiutare  ad effettuare il cambio medico la si può anche mettere, distogliendo risorse da altre attività, nulla si può se i medici non ci sono perché non sono stati arruolati.

Non vogliamo volutamente entrare nel labirinto delle cause e responsabilità che hanno portato e continuano a portare alla puntuale indisponibilità di queste pregiate ed insostituibili risorse per la Sanità territoriale che, voglio ancora sottolineare, sono appunto i nostri MMG e ci auguriamo che chi di dovere metta finalmente mano a tutto il sistema sanità riprogettandolo, ponendo al centro sia le necessità dei cittadini, che  quelle degli operatori coinvolti. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria una seria programmazione, prevedendo i pensionamenti e le sostituzioni. Non ci sono più scuse!MMG così come più  in generale Medici Specialisti, Infermieri,  impiegati, ecc. devono poter essere sostituiti senza arrivare a dover interrompere il servizio e quindi chiudere gli ambulatori (vedi  Neurologo, riaperto la scorsa settimana, e Pneumologo).

Ci dispiace  evidenziarlo, ma la Regione Lazio che secondo noi ha veramente performato durante questo periodo di pandemia, collocandosi tra le prime regioni ad avere vaccinato il più alto numero di cittadini, è molto in ritardo nel ristrutturare o meglio riorganizzare un sistema sanità che si prenda più cura dei cittadini, rafforzando la risposta territoriale con presenza di specialistiche accessibili velocemente e PDTA per le più importanti cronicità”.

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