Aprilia - La Logista Italia licenzia, SI: "Lavoratori considerati numeri da cancellare"
Cocco: "Chiediamo a Logista Italia di sospendere e ritirare la procedura di licenziamento e di presentare, nell’incontro previsto per il 16 luglio, soluzioni concrete per garantire la continuità occupazionale"
La Logista Italia licenzia i suoi dipendenti. L’azienda ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 13 dipendenti: 6 (su 7) sul sito che si trova a Genova e 7 su 8 dipendenti per il sito di Aprilia.
Il gruppo in Italia rappresenta uno dei principali operatori distribuzione integrata e logistica di prossimità.
L'azienda ha aperto il transit point di Aprilia solo due anni fa e nel 2026 si è registrata una crescita del 25% sullo scorso anno, un polo che ha un peso in Italia, servendo 900 tabaccherie da Ostia a Terracina, da Latina a quasi tutti i Castelli.
Su questa ennesima vertenza che interessa il territorio pontino, è intervenuta Sinistra Italiana Aprilia, tramite il referente gruppo lavoro, Fabrizio Cocco.
“Sinistra Italiana Aprilia - dice subito Cocco - esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Logista Italia coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo annunciata dall’azienda. La procedura riguarda complessivamente tredici persone, di cui sette degli otto dipendenti del transit point di Aprilia. Una scelta ancora più grave perché, secondo quanto denunciato dalla FLAI CGIL, non sarebbe determinata da una perdita di volumi, da risultati negativi o da problemi nelle prestazioni del sito: nel 2026 l’attività di Aprilia avrebbe registrato una crescita del 25%”.
Il trasferimento 2 anni fa
I lavoratori interessati erano stati trasferiti appena due anni fa dalle sedi di Roma e Anagni per avviare il nuovo presidio apriliano. Siamo davanti all’ennesima riorganizzazione aziendale nella quale la tutela dell’occupazione viene subordinata alla riduzione dei costi e alla remunerazione degli azionisti.
“Non è accettabile - aggiunge Cocco - che persone e famiglie vengano considerate numeri da cancellare da un bilancio, soprattutto quando non esiste una crisi produttiva tale da giustificare una decisione così pesante. Chiediamo a Logista Italia di sospendere e ritirare la procedura di licenziamento e di presentare, nell’incontro previsto per il 16 luglio, soluzioni concrete per garantire la continuità occupazionale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti. Non possono essere considerate sufficienti aperture generiche o semplici incentivi all’uscita: devono essere valutate tutte le possibilità di ricollocazione interna, riorganizzazione delle attività e mantenimento del presidio di Aprilia”.
Occupazione, ad Aprilia è sempre più crisi
La vertenza Logista non è un episodio isolato. Arriva mentre è ancora drammaticamente aperta la crisi della Koch-Glitsch/KES Italy, dove la multinazionale ha confermato 64 licenziamenti nello stabilimento di Aprilia, nell’ambito di un piano che prevede il trasferimento all’estero di parte delle produzioni. Negli ultimi anni anche le lavoratrici e i lavoratori della IBI Lorenzini hanno attraversato chiusure di reparti, cassa integrazione e procedure di licenziamento, poi ritirate grazie alla mobilitazione sindacale e al confronto istituzionale.
“Aprilia è una città costruita anche attraverso il lavoro industriale. - Spiega Cocco di SI - Per decenni ha accolto lavoratrici, lavoratori e famiglie provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, sviluppando competenze e produzioni che rappresentano un patrimonio sociale ed economico dell’intero territorio. Questo patrimonio non può essere progressivamente impoverito da decisioni assunte lontano dalla città, senza alcuna responsabilità sociale nei confronti delle comunità che hanno contribuito alla crescita delle imprese. Sinistra Italiana Aprilia non si è limitata alle dichiarazioni di solidarietà. Abbiamo partecipato ai presìdi e alle mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Koch-Glitsch, chiesto il ritiro dei licenziamenti, sollecitato l’intervento delle Commissarie, della Regione Lazio e dei Ministeri competenti e domandato un piano industriale trasparente e verificabile per il sito apriliano”.
Una mozione sull’occupazione in Regione
“Abbiamo inoltre attivato i nostri riferimenti istituzionali - spiega Cocco - affinché la vertenza fosse portata nelle sedi regionali e nazionali. La consigliera regionale Alessandra Zeppieri, su nostra indicazione, ha depositato una mozione urgente in Consiglio regionale sulla Koch-Glitsch, chiedendo alla Giunta di intervenire con la massima urgenza, pretendere la sospensione delle procedure di licenziamento, promuovere l’apertura immediata di un confronto istituzionale e attivare tutti gli strumenti necessari per tutelare i lavoratori e contrastare la delocalizzazione delle produzioni. Il lavoro e la dignità delle persone non possono essere delocalizzati. La stessa determinazione deve essere messa in campo sulla vertenza Logista. Chiediamo alla Regione Lazio e alle Commissarie che amministrano il Comune di Aprilia di convocare immediatamente azienda e organizzazioni sindacali e di seguire direttamente il confronto. Anche durante una gestione commissariale, le istituzioni cittadine non possono rimanere spettatrici davanti a un’emergenza occupazionale. Ma intervenire sulle singole vertenze non basta più. È necessario aprire un confronto complessivo sul futuro industriale e occupazionale di Aprilia, coinvolgendo Comune, Regione Lazio, Governo, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Servono una mappatura delle crisi aziendali, strumenti di prevenzione delle delocalizzazioni, vincoli occupazionali per le imprese che ricevono finanziamenti o agevolazioni pubbliche, investimenti nell’innovazione e nella riconversione ecologica delle produzioni e politiche industriali capaci di creare lavoro stabile, sicuro e di qualità. Sinistra Italiana Aprilia continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Logista, sostenendo le iniziative delle organizzazioni sindacali e portando la vertenza in tutte le sedi politiche e istituzionali utili. Sette licenziamenti su otto dipendenti significherebbero la sostanziale cancellazione del sito di Aprilia. Non lo possiamo accettare. Le lavoratrici e i lavoratori non sono costi da tagliare: sono persone, competenze e futuro della nostra città”.
33.2°