Aprilia, Medaglia d’Onore alla memoria ad Umberto Menghi, bersagliere dell’11° reggimento.
Il prezioso riconoscimento è stato conferito dal Presidente della Repubblica. Il Comune di Aprilia ha consegnato la medaglia al figlio, Fabrizio.
Medaglia d’Onore alla memoria all’apriliano Umberto Menghi, bersagliere dell’11° reggimento. Il prezioso riconoscimento è stato conferito dal Presidente della Repubblica. Oggi, in occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Aprilia - nella figura del Il Prefetto Vincenza Filippi - ha consegnato la medaglia al figlio, Fabrizio Menghi, oggi cittadino di Aprilia, nel corso della cerimonia organizzata dalla Prefettura di Latina al Teatro Ponchielli.
La Medaglia d’Onore alla memoria, è andata ad altri 4 cittadini pontini, deportati e internati nei lager nazisti: Antonio Ruggeri, Pasquale Bruno, Antonio Di Nitto e Armando Chiavegato.
Il Prefetto Vincenza Filippi, membro della Commissione Straordinaria, ha partecipato alla cerimonia di consegna della Medaglia d’Onore concessa ai cittadini italiani, militari e civili, o ai familiari dei deceduti, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.
Il prezioso riconoscimento, conferito dal Presidente della Repubblica, alla memoria di Umberto Menghi, bersagliere dell’11° reggimento, è stato ritirato dal figlio, Fabrizio Menghi, oggi cittadino di Aprilia, nel corso di una partecipata e intensa cerimonia organizzata dalla Prefettura di Latina presso il Teatro Ponchielli.
La cerimonia si è svolta alla presenza delle Autorità civili e militari, delle Istituzioni scolastiche e in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Alessandro Volta” di Latina, attraverso momenti dall’alta valenza simbolica finalizzata a onorare la memoria delle vittime della Shoah e della 2° Guerra Mondiale.
UMBERTO MENGHI, CLASSE 1917, INTERNATO MILITARE DEL REGIO ESERCITO - 11° REGGIMENTO BERSAGLIERI
Arruolato per la leva obbligatoria nel 1938 venne poi trattenuto alle armi. All’indomani dell’annuncio dell’armistizio, il 9 settembre 1943, rifiutatosi di collaborare con il regime, fu catturato dalle truppe tedesche in Croazia, deportato ed internato nel campo di concentramento di MEMEL in Lituania come “Internato Militare Italiano” (IMI), perdendo lo status di prigioniero di guerra e subendo condizioni disumane di lavoro coatto, fame e freddo. Fu liberato l’8 maggio del 1945.
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