Aprilia - Palazzetto dello Sport, nessun obbligo per il Comune. "Vicenda paradossale"
Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta della SOGEIM di obbligare il Comune di Aprilia a prendere in carico il Palazzetto dello Sport. Il commento di Avs Aprilia: "Opere annunciate e mai utilizzate"
Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta della SOGEIM di obbligare il Comune di Aprilia a prendere in carico il Palazzetto dello Sport realizzato nell’ambito del Piano di Lottizzazione Convenzionato in sottozona C1 del Sub Comparto A tra via Carroceto – via Guardapasso e Fosso della Ficoccia.
E’ utile ricordare che il sub comparto dove si è realizzato il Palazzetto dello Sport fa parte del più ampio Piano di Lottizzazione della ex Callegaro il cui iter iniziò nel 1997; Piano che, complessivamente, prevedeva la realizzazione di oltre 950 mila metri cubi per circa 9.500 abitanti insediabili. Il Palazzetto è pronto da due anni, ma non è stato ancora dato in gestione. Secondo il Comune - in base a quanto riferito a dicembre - mancherebbero solo alcuni lavori di sicurezza, riguardanti il sistema antincendio. La struttura polifunzionale, secondo i piani, dovrebbe ospitare gare di pallavolo, basket e calcio a 5, dotata di spogliatoi, palestra per il riscaldamento, un’area bar e che conterrà fino a duemila spettatori.
“La vicenda del Palazzetto dello Sport di Aprilia - spiega Europa Verde Aprilia Sinistra Italiana Aprilia - è l’emblema di come questa città venga amministrata da anni: opere annunciate, realizzate, ma mai rese realmente fruibili ai cittadini. E a pagare sono le associazioni sportive, le famiglie, i ragazzi e l’intera comunità apriliana. Parliamo di una struttura realizzata nell’ambito di una convenzione urbanistica, non di un generoso regalo. Sul sito del comune di Aprilia sono pubblicate le convenzioni stipulate dal 2003 al 2013. Le convenzioni hanno durata decennale salvo proroghe e/o rinnovi concordati tra le parti. Nell’ultima convenzione, si legge che la SOGEIM, in aggiunta agli oneri di legge, si impegna alla realizzazione del palazzetto dello sport per 1.800 posti, come da variante al progetto approvata con DGC n. 46 del 27/02/2013.
Non di un favore, ma di un obbligo. Non di una concessione, ma di un impegno preciso assunto nei confronti della città. E allora la domanda è semplice: chi si assume la responsabilità politica di questo fallimento? Sono anni che questa vicenda si trascina tra ricorsi, carte bollate e rimpalli di responsabilità. Nel frattempo le società sportive sono costrette a fare i salti mortali per trovare spazi, le famiglie pagano costi più alti, i giovani vengono privati di un luogo di aggregazione fondamentale; Aprilia perde opportunità economiche, sociali e culturali. Per AVS Aprilia la posizione è chiara: Le trasformazioni territoriali debbono rispondere a criteri di sostenibilità ambientale e sociale oltre che all’interesse economico del privato. La scelta delle opere a standard non è una mera operazione tecnico/burocratica. Sta alle istituzioni difendere il principio dell’interesse pubblico non delegando interamente all’interesse privato la guida di tali processi, definendo criteri chiari e operando con trasparenza. Le convenzioni urbanistiche non sono carta straccia, vanno rispettate integralmente, nelle quantità e nei tempi. Se un privato realizza un’opera da cedere al pubblico, quella deve essere consegnata, collaudata e resa operativa nei tempi previsti. Senza ambiguità, senza interpretazioni di comodo. Il Comune deve agire con fermezza e trasparenza. Se esistono inadempienze, vanno contestate formalmente. Se esistono ritardi amministrativi, vanno spiegati pubblicamente. Se servono atti integrativi, si proceda subito. La città ha diritto alla verità.
Basta gestione emergenziale: serve una visione politica Aprilia non può continuare a vivere di opere incompiute. Il Palazzetto deve diventare parte di un piano organico per lo sport e l’aggregazione giovanile, con: - un regolamento di gestione trasparente; - priorità alle associazioni locali; - tariffe calmierate; - apertura anche a eventi culturali e sociali. AVS Aprilia chiede di incontrare la Commissione Straordinaria, per condividere informazioni e valutare ipotesi di lavoro che portino al coinvolgimento delle associazioni sportive e culturali e alla definizione di un cronoprogramma per l’apertura. La nostra preoccupazione è che l’opera inizi il proprio deterioramento prima del suo utilizzo vista la controversia legale, l’assenza di un progetto di gestione pubblica diretta o di gestione convenzionata informata a criteri di pubblico interesse e senza una adeguata e funzionante viabilità di accesso, Questo va scongiurato, per questi chiediamo ci si muova per tempo. Non possiamo più accettare che opere realizzate restino chiuse mentre mancano servizi, mentre i giovani non hanno spazi, mentre lo sport sopravvive a fatica solo grazie al volontariato. Il Palazzetto non è più solo un edificio. È un simbolo. È il simbolo di una città che o decide di rialzarsi e pretendere il rispetto degli impegni presi, oppure continua a subire inerzia e immobilismo. AVS Aprilia sarà al fianco dei cittadini, delle associazioni e delle famiglie finché questa struttura non sarà finalmente aperta e messa a disposizione della comunità”.
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