Aprilia - Stop al progetto “Lo sport che vogliamo”, Ciuferri: “Un diritto negato”

I progetti dell’associazione sono serviti negli anni a sostenere l’inclusione delle persone fragili. Dopo il commissariamento e le norme antimafia, sono arrivate le difficoltà e la sospensione delle iniziative della Asd Pallavolando.

A cura di Redazione
12 gennaio 2026 17:00
Aprilia - Stop al progetto “Lo sport che vogliamo”, Ciuferri: “Un diritto negato” -
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Non c’è pace per lo sport apriliano. Il disappunto arriva da Giulio Ciuferri presidente dell'ASD Pallavolando a tutto tondo 5 Rondini Aprilia.

In una nota Ciuferri afferma: “L'articolo 33 della Costituzione italiana è stato modificato per includere lo sport, riconoscendo il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme, con un nuovo comma che assegna allo Stato il compito di promuovere la cultura fisica e lo sport in collaborazione con scuola e associazioni sportive, prevenendo anche la violenza.

Con questa modifica lo sport diventa un DIRITTO di ogni cittadino,basta che non abiti ad Aprilia perché qui questo diritto non è riconosciuto,neanche per i soggetti cosiddetti "fragili".

Ma veniamo ai fatti come tutti sanno il nostro comune è stato commissariato per mafia,e la legge dice che tutto va rivisto e rifatto seguendo delle procedure molto rigide, tra queste il parere dell'antimafia che diventa l'ultimo ostacolo per poter usufruire del diritto a praticare sport...

Sono d'accordo su tutto ma la mia domanda è un'altra come si può pensare che un progetto di sport inclusivo possa essere d'interesse della malavita. Il progetto di cui parlo, " lo sport che vogliamo", è il frutto di quindici anni di lavoro con le varie realtà del territorio. Il progetto mira alla totale interazione tra atleti normo con persone con difficoltà, progetto che grazie a un protocollo d'intesa con il Comune fa si che soggetti fragili vengano inviati presso la nostra associazione permettendo loro di praticare le attività gratuitamente,in questi anni abbiamo fatto conoscere, tramite il nostro progetto, la città di Aprilia in giro per tutta la penisola. Ma tutto questo non è servito far si che ci fosse concessa la possibilità di poter riprendere, in deroga l'attività inclusiva,da evidenziare che grazie a queste attività proposte la nostra associazione permette alle famiglie con soggetti fragili di poter vivere una normalità e un momento di socializzazione grazie al fatto che i loro figli interagiscono con ateti normodotati. Nel frattempo,in assenza di risposte da parte del comune, abbiamo dovuto sospendere tutti i progetti in essere,compreso il C.A.S.P. (Centro Avviamento allo Sport Paralimpico) titolo che per anni siamo stati l'unica associazione del Lazio ad averlo ricevuto dal C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico),ed ad altri progetti in essere con l'USAcli.

Questo silenzio è semplicemente assurdo e pensare che noi non siamo un carico per il comune ma diamo un servizio a soggetti frgili della comunità,e paghiamo le ore nelle quali i soggetti inviati dal comune svolgono gratuitamente sport inclusivo....

Sinceramente nascondersi dietro la prassi di un procedimento e privare così soggetto fragili di un diritto è VERGOGNOSO”.

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