Asili nido ad Aprilia, i controlli proseguiranno: i genitori chiedono un incontro al Comune
Asili Nido - Proseguiranno i controlli che la polizia locale di Aprilia sta portando avanti insieme al Terzo Settore del Comune pontino. Controlli necessari e già pianificati, attuati con ritardo a ca...
Asili Nido - Proseguiranno i controlli che la polizia locale di Aprilia sta portando avanti insieme al Terzo Settore del Comune pontino. Controlli necessari e già pianificati, attuati con ritardo a causa della carenza di personale. Il Terzo Settore è stato invece implementato di recente e questo ha reso tutto più fluido soprattutto per alcune questioni. In queste ultime settimane la polizia locale di viale Europa, coordinata dal comandante Massimo Giannantonio, sta effettuato gli accertamenti nelle strutture private insieme alle assistenti sociali del Comune di Aprilia. Controlli mirati per valutare il rispetto della norma regionale che esiste da diversi anni. Controlli tra l’altro che andrebbero fatti ogni anno e che ad Aprilia diventano realtà solo oggi e che puntano a tutelare i più piccoli che devono poter crescere e giocare in ambienti adeguati e con una supervisione costante e di giusta formazione.
Il rispetto delle regole per le strutture private prevede: un pediatra di riferimento, un dietista, un professionista del comportamento. Educatrici adeguatamente formate. Restando nei limiti del numero di bambini consentiti nella struttura.
Al termine di alcuni controlli alcune strutture sono risultate in regola, altre invece hanno presentato più di una criticità (in alcuni casi il numero dei bambini superava di gran lunga quello ottimale, con spazi non adeguati. In altri casi sono state sorprese al lavoro educatrici non formate, senza i requisiti necessari). Di conseguenza la polizia locale e il Comune hanno diffidato i gestori a mettersi in regola entro i tempi previsti. Ecco perché molte strutture (con l’intenzione di adeguarsi alla norma regionale del 2020) hanno preso provvedimenti in questi giorni e hanno chiuso le iscrizioni, aumentando di conseguenza le rette. Rette che in alcuni casi sono arrivate in modo folle fino a 800 euro per l’intera giornata al mese a bambino.
Secondo alcuni ci sarebbe la possibilità di concedere una deroga qualora la domanda locale abbia delle esigenze mirate. Ne parla l’articolo 32 della legge del 5 agosto 2020 al comma 3: In deroga ai limiti di cui al comma 1, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 33 e 34, il comune può autorizzare il funzionamento di nidi aventi una ricettività massima superiore in relazione a specifiche esigenze locali, determinate in particolare dalla domanda del servizio.
Gli articoli 33 e 34 della stessa Legge però stabiliscono chiaramente che ci devono essere dei requisiti essenziali da tenere presente legati agli spazi interni ed esterni. Tutto questo sempre nell'unica ottica di tutelare il bambino e il suo sviluppo.
https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/documentazione/POS_LR_7_05_08_2020.pdf
La situazione più critica ora si riversa sulle famiglie che non sempre possono sostenere spese così elevate.
Un gruppo di genitori ha inviato una lettera aperta ai giornalisti del territorio, ma anche al Comune di Aprilia.
LETTERA APERTA DEI GENITORI DEI BAMBINI FREQUENTANTI LE STRUTTURE PRIVATE DI APRILIA
Oggetto: Riduzione posti nelle strutture private e aumento delle rette – Richiesta di intervento urgente
Siamo un gruppo di genitori i cui figli frequentano le strutture educative private di Aprilia.
Con grande preoccupazione abbiamo appreso, tramite comunicazione da parte delle educatrici, dell’intenzione del Comune di applicare un nuovo limite massimo di bambini ammessi nelle strutture private, basato esclusivamente sulla metratura e non sulla reale capacità educativa delle strutture stesse (precisiamo che le regole non le decide il Comune, ma sono quelle imposte dalla Regione Lazio ndr).
Questa decisione comporterà gravi conseguenze per molte famiglie:
- Riduzione drastica dei posti disponibili per i bambini già inseriti nel percorso educativo;
- Aumenti spropositati delle rette mensili, che passerebbero da 380 a 550€ per la mezza giornata, con picchi fino a 850€ per la giornata intera;
- Assenza totale di alternative comunali: ad oggi è attivo un solo asilo pubblico in tutta Aprilia, e non è in grado di accogliere i bambini che rischiano di restare fuori. (l’asilo nido del Comune accoglie solo i bimbi dai 0 ai 3 anni).
Questa situazione sta generando disagio, insicurezza e frustrazione. Le strutture private che da anni rappresentano un pilastro fondamentale per l’educazione e la cura dei nostri figli vengono penalizzate senza offrire soluzioni concrete e sostenibili.
Chiediamo con urgenza:
- Un confronto immediato tra Comune, genitori e gestori delle strutture private;
- Una revisione equa dei nuovi criteri di assegnazione dei posti, tenendo conto della qualità del servizio e non solo dei metri quadri;
- Un piano alternativo e sostenibile per tutte le famiglie che rischiano di non avere più un posto per i propri figli a settembre.In mancanza di risposte e soluzioni, siamo pronti a coinvolgere attivamente la stampa, i media locali e a organizzare manifestazioni pacifiche, perché il futuro dei nostri bambini non può dipendere da una decisione calata dall’alto senza ascolto né visione.
I genitori dei bambini frequentanti gli asili privati di Aprilia
Sulla questione è intervenuto Edoardo Baldo di Fratelli d’Italia.
L'emergenza esplosa nelle ultime ore e relativa all'improvviso cambio di passo sui controlli operati presso gli asili della città, che sono stati messi in condizione di adeguarsi alla normativa di riferimento in tempi strettissimi, rischia di seminare il caos e di imporre alle famiglie di Aprilia una scelta gravosa: lavorare e spendere gran parte del loro stipendio per poter consentire ai loro bambini l'accesso ad un nido privato, oppure costringere uno dei due genitori a rinunciare al proprio lavoro per occuparsi dei figli. Una scelta assurda, tenuto conto del fatto che il caro prezzi generale già rende difficile far quadrare i conti con due stipendi.
Le regole ci sono e vanno rispettate: ogni bambino che accede ad un nido privato, come recita la normativa regionale di riferimento, ha diritto a trascorrere il tempo all'interno di una struttura adeguata nelle dimensioni e dotata di un numero di operatrici adeguato alle esigenze reali di neonati e bambini. Comprendiamo lo spirito con il quale le commissarie hanno dato il via ai controlli sulle varie strutture private, ma queste ultime, risultate fuori norma, hanno dovuto operare una stretta sul numero di bambini che potranno ospitare presso nido e materna e per sopperire agli ammanchi dovuti al calo dei numeri, hanno già deciso di aumentare in modo esponenziale le rette. Inoltre, una volta raggiunto il numero massimo imposto dalla legge, non permetteranno l'accesso ad altri utenti, che dovranno trovare una soluzione alternativa: e se questa alternativa non ci fosse?
Il Comune di Aprilia non ospita ad oggi strutture pubbliche in grado di sopperire a questa emergenza. L'unico nido comunale presente, con una capacità ridotta per le esigenze reali di una popolazione in crescita - può ospitare solo 77 bambini - ha già esaurito i posti disponibili e vanta una lunga lista di attesa. Una situazione non dissimile riguarda anche la scuola materna, dove le iscrizioni sono già chiuse da tempo e i posti disponibili languono.
Una difficoltà che avevamo già sollevato quando il commissario straordinario D'Attilio ha pensato bene di rinunciare alla possibilità di realizzare un asilo già finanziato con soldi pubblici, restituendo le risorse e asserendo che Aprilia non ne avesse bisogno.
In questa situazione complessa, nidi e asili privati, pur con delle carenze, andavano a sopperire ad un problema che il pubblico si trascina da tempo.
Se la legge venisse rispettata in modo freddo e irreprensibile, la nostra città di oltre 74 mila abitanti, dovrebbe garantire il posto ad ogni bambino e programmare la creazione di nuove strutture tenendo conto degli indici demografici. La carenza di risorse e l'impossibilità di riuscire a fare ciò, impone una seria riflessione, di fare i conti con la realtà.
Per questo, pur essendo d'accordo sull'esistenza di operare controlli costanti a garanzia dei piccoli utenti, chiediamo all'amministrazione commissariale di voler operare una seria riflessione, anche sull'opportunità di consentire una deroga alle varie strutture private, affinché possano venire incontro ai bisogno delle famiglie e per scongiurare il rischio di veder sorgere realtà abusive. La pezza in quel caso, potrebbe essere peggio del buco, mettendo a rischio la salute e il benessere del bambino.
A far le spese di questa spiacevole situazione potrebbero essere famiglie e bambini.
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