Attentato dinamitardo ad un bar di Acilia: fermato il presunto responsabile.

Ne è seguita una maxi-operazione di controllo ad “Alto Impatto”, con elicotteri ed unità speciali, che ha coinvolto anche il litorale romano.

A cura di Redazione
07 marzo 2026 09:40
Attentato dinamitardo ad un bar di Acilia: fermato il presunto responsabile. -
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Una risposta ferma, immediata e coordinata quella messa in campo dall’Arma dei Carabinieri nelle ultime ore nel quadrante sud-ovest della Capitale. A seguito dell'esplosione che all'alba di ieri ha scosso il quartiere di Acilia, i Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Ostia hanno non solo individuato il presunto autore del gesto, ma hanno proiettato sul territorio una massiccia operazione di controllo straordinario, ripristinando la percezione di sicurezza e legalità tra i cittadini.

Carabinieri
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Senza soluzione di continuità, l’attività investigativa si è trasformata in un dispositivo di controllo a largo raggio. I Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia, supportati dalle Aliquote di Primo Intervento (API) della Compagnia Aeroporti di Roma e dal Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare, hanno letteralmente "blindato" l'area di Acilia e zone limitrofe fino al litorale.

Il bilancio dell'operazione testimonia la capillarità del servizio: 3 persone arrestate e 8 denunciate in stato di libertà per spaccio e possesso di armi e arnesi atti allo scasso; identificate 175 persone e ispezionati 83 veicoli. Sul fronte del contrasto allo spaccio di droga sono stati sequestrati 2.000 euro in contanti e diverse dosi di cocaina, hashish e crack, con la segnalazione alla Prefettura di 16 persone scoperte con modesti quantitativi di droga ritenuta per uso personale.

Impegno dei Carabinieri anche sul fronte delle verifiche per il rispetto del codice della strada, elevando 21 sanzioni per oltre 6.000 euro, con il ritiro di due patenti.

In via Serafino da Gorizia, i militari hanno individuato e sequestrato 3 telecamere abusivamente installate per monitorare gli accessi a un immobile dedito allo spaccio, smantellando di fatto un sistema di vigilanza illegale.

L’imponente dispositivo messo in atto dall’Arma sottolinea la centralità del presidio territoriale: la rapidità nel risolvere l'episodio dinamitardo e la successiva pressione operativa dimostrano la volontà dello Stato di non lasciare spazio a fenomeni di illegalità diffusa.