Buoni pasto al Comune di Latina: la CISL FP chiede l'applicazione del CCNL anche in smart working.
La CISL FP richiama il Comune al rispetto del CCNL Funzioni Locali per garantire parità di trattamento a tutti i dipendenti comunali.
La CISL Funzione Pubblica pressa il Comune di Latina sull'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Funzioni Locali per garantire l’erogazione dei buoni pasto per tutte le aree dell’Ente, anche ai dipendenti in smart working, ed il recupero degli arretrati dal 24 febbraio 2026. Il segretario Raffaele Paciocca sollecita l’Amministrazione Comunale a superare i vincoli del passato commissariale e ad adeguarsi ai recenti orientamenti della Cassazione.
La nota della Cisl Funzione Pubblica Latina:
“La CISL FP torna a sollecitare il Comune di Latina sulla corretta applicazione della disciplina dei buoni pasto prevista dal CCNL Funzioni Locali 2022-2024 per tutte le aree dell’Ente. Dopo la prima richiesta del 9 marzo e la successiva nota del 2 settembre, l'Organizzazione Sindacale è nuovamente intervenuta nei confronti dell'Amministrazione per chiedere risposte concrete su una questione che dovrebbe trovare soluzione nella puntuale applicazione delle disposizioni contrattuali nazionali immediatamente precettive.
«Non vogliamo che, dopo aver atteso tanto il rinnovo del contratto, - commenta il segretario Provinciale Enti Locali Raffaele Paciocca - i lavoratori debbano attendere altrettanto per vederne applicate le disposizioni. Il contratto collettivo, del resto, non è un documento da conservare agli atti, ma uno strumento da tradurre in diritti effettivi».
La questione riguarda il personale del Comune di Latina e, in particolare, il riconoscimento del buono pasto anche nelle giornate di lavoro agile, quando ricorrono le condizioni previste dal contratto, nonché la verifica delle spettanze maturate e non corrisposte a decorrere dal 24 febbraio 2026.
La CISL FP evidenzia come l'istituto sia già presente nell'Ente: non si tratta, dunque, di introdurre nuovi benefici né di avanzare richieste straordinarie, ma di garantire un'applicazione corretta e uniforme delle regole vigenti e di modificare quelle restrittive introdotte da un atto del Commissario straordinario.
Le pronunce della Cassazione, hanno evidenziato la trasformazione del concetto di facoltà del datore di lavoro verso una configurazione più equanime ed obbligatoria.
«È singolare - commenta ancora il segretario Provinciale - dover sollecitare ripetutamente un'Amministrazione pubblica affinché dia attuazione a disposizioni contrattuali che dovrebbe garantire. Il rispetto dei contratti non può dipendere dall'insistenza di chi ne chiede l'applicazione».
Per la CISL FP, la questione non riguarda soltanto il valore economico del beneficio, ma investe un principio più ampio: la credibilità delle relazioni sindacali e la capacità dell'Amministrazione di assicurare ai propri dipendenti certezza dei diritti e uniformità di trattamento.
L'Organizzazione Sindacale ribadisce pertanto la necessità di dare seguito alla richiesta di confronto e di procedere alla verifica delle spettanze pregresse, superando ulteriori ritardi.
«La CISL FP - conclude Paciocca - continuerà a richiamare l'Amministrazione alle proprie responsabilità. Perché un diritto riconosciuto dal contratto non dovrebbe aver bisogno di essere rivendicato più volte per diventare effettivo».
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