“Calce e Fiamma”, a Latina la presentazione della nuova edizione del libro di Mauro Nasi.

Inoccasione del “Giorno della Memoria”, sabato 26 gennaio alle 11.00 -  presso il Museo della Terra Pontina, a Latina-  ci sarà la presentazione di  “Calce e Fiamma”, la nuova edizione del librodi Mau...

A cura di Redazione
23 gennaio 2019 11:53
“Calce e Fiamma”, a Latina la presentazione della nuova edizione del libro di Mauro Nasi. -
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In
occasione del “Giorno della Memoria”, sabato 26 gennaio alle 11.00 -  presso il Museo della Terra Pontina, a Latina
-  ci sarà la presentazione di  “Calce e Fiamma”, la nuova edizione del libro
di Mauro Nasi che racconta la vera storia di Mario Ciavaglia e della drammatica
deportazione nazista dei Carabinieri.

L’iniziativa
è stata organizzata nell’ambito della rassegna “Il senso della Memoria” dell’associazione
Sintagma, con il patrocinio del Comune di Latina.

All’incontro
parteciperà il protagonista del libro, Mario Ciavaglia, oggi 94enne decorato
con la Medaglia d’Onore, l’autore Mauro Nasi, il Comandante Provinciale dei
Carabinieri Col. Gabriele Vitagliano, il Direttore del Museo della Terra
Pontina Manuela Francesconi, il Presidente dell’Associazione Nazionale
Carabinieri di Latina Stefano Benedetti, la Docente di Filosofia e Storia Maria
Forte.

E’
stato uno dei momenti più drammatici della storia italiana eppure i libri di
testo, finora, non gli hanno mai dedicato una riga. Torna, con una nuova
edizione aggiornata, “Calce e Fiamma. Storia di deportazione, di fughe e
d’amore” di Mauro Nasi.

Il
libro fa rivivere la vera storia di Mario Ciavaglia, testimone privilegiato
degli eventi che cambiarono il corso dell'Italia tra il 1943 e il 1946.  Allievo Carabiniere a cavallo, era in caserma
durante il primo bombardamento di Roma (19 luglio 1943), di guardia a Villa
Badoglio il giorno della caduta del fascismo (25 luglio 1943) e a Villa Savoia
la notte in cui il Re Vittorio Emanuele III fuggì da Roma (9 settembre 1943).

Ma
soprattutto fu tra i Carabinieri che il 7 ottobre 1943, con l'inganno, vennero
disarmati, fatti prigionieri e deportati dai nazisti così da poter attuare
senza ostacoli il rastrellamento del ghetto ebraico che avvenne una settimana
più tardi, il 16 ottobre 1943.

La
deportazione di tutti i Carabinieri d’Italia, ritenuti dai nazisti
“politicamente infidi” ossia inaffidabili per la loro vicinanza al popolo, ha
visto la regia del capo della Gestapo di Roma, il colonnello nazista Herbert
Kappler. L’assenza dei militari dell’Arma, dunque di una forza armata,
strutturata e presente su tutto il territorio nazionale, consenti ai nazisti di
perpetrare indisturbati le loro barbarie.

Ciavaglia
svolse 18 mesi di prigionia nei campi di Klagenfurt e Selzthal lavorando come
muratore e minatore, attuando una prima fuga non riuscita e una seconda a capo
di un gruppo di 6 prigionieri che, rocambolescamente, gli restituirà la
libertà.