Campoleone, "Il parcheggio della stazione è il Deserto dei Tartari"
Sulla vicenda torna Andrea Ragusa dei 5 Stelle. “Da tempo - dice - ascoltiamo i racconti dei pendolari che sembrano incubi. Una preoccupazione collettiva"
La situazione della stazione di Campoleone è diventata insostenibile, il degrado avanza e la sicurezza arretra.
Sulla vicenda torna Andrea Ragusa dei 5 Stelle. “Da tempo - dice Ragusa - ascoltiamo i racconti di chi, ogni giorno, è costretto a passare da lì per lavoro, studio o cure, e ci sentiamo in dovere di dare voce a questa preoccupazione collettiva. Siamo intervenuti più volte su questo tema, rappresentandolo già al Commissario D’Attilio e, lo scorso 30 marzo, direttamente alla Prefetta Filippi, nell’incontro relativo alla manifestazione sullo stato delle strade cittadine. In quell’occasione ho spiegato con chiarezza quanto la situazione continuasse ad essere critica, riportando anche episodi e timori espressi da tanti pendolari”.
Le condizioni in cui versa il parcheggio
Da troppo tempo ormai il sistema di illuminazione è quasi del tutto inefficiente: il vialetto che collega l'uscita del sottopassaggio al parcheggio è a malapena illuminato, tanto da risultare in penombra, quando non addirittura al buio, e la rete per delimitarlo ai lati, a suo tempo rappresentata a D’Attilio come necessaria a evitare possibili attacchi da animali selvatici o randagi o imboscate da parte di malintenzionati nascosti nei cespugli, è rimasta un sogno. Durante il sopralluogo effettuato con l’attivista del M5S Giusy D’Alò abbiamo potuto constatare personalmente che nulla, nei fatti, è cambiato.
Chiunque si trovi a scendere dal treno dopo il tramonto vive un'esperienza che assomiglia più a un incubo che a un semplice rientro a casa. I pendolari si ritrovano in un buio quasi assoluto, una cortina nera dove è impossibile persino vedere dove si poggiano i piedi, figuriamoci percepire cosa accade nell'ambiente circostante. C’è chi ci racconta di tornare a casa con l’ansia addosso, chi evita gli ultimi treni per paura, chi si organizza per farsi venire a prendere e chi si aggrega ad altri passeggeri sconosciuti pur di non attraversare da solo quell’area.
Il buio impera
Nel parcheggio, tre dei quattro piazzali esistenti sono completamente al buio, mentre il quarto sopravvive con un’illuminazione che non raggiunge nemmeno il 50% della potenza dei fari installati, capaci di emanare solo una tenue luce; il vialetto che conduce allo scalo, invece, è avvolto nel semibuio. È una condizione che espone migliaia di utenti a rischi enormi, dai banali inciampi a pericoli ben più gravi, come possibili furti o aggressioni, costringendo le persone a muoversi con le torce dei cellulari in mano come se fossimo in un'emergenza perenne.
“A questo - spiega Ragusa - si aggiunge la beffa tecnologica: la maggior parte delle telecamere presenti è ferma per obsolescenza, trasformando i sistemi di sorveglianza in inutili gusci di plastica che non garantiscono alcuna tutela. Proprio per questo Giusy D’Alò ha avviato una petizione, che ha già raccolto 150 firme di pendolari stanchi di sentirsi cittadini di serie B, chiedendo il ripristino immediato di luci e telecamere. Dietro quei numeri ci sono volti, famiglie, storie di paura e di rinunce quotidiane”.
La scarsa sicurezza spinge i cittadini a trovare altre soluzioni
C’è poi un aspetto che chi amministra dovrebbe valutare con attenzione: questo senso di insicurezza sta spingendo molti utenti a disertare il parcheggio, preferendo soluzioni alternative pur di non rischiare. Non è solo una questione di percezione: il risultato concreto è un crollo drastico degli introiti della sosta a pagamento. Tale calo è originato anche dai troppi reati predatori perpetrati all’interno del parcheggio della stazione (furti di parti di autovetture e di oggetti all'interno delle vetture), favoriti dalla mancanza di presidi fissi, che rende l'area percepita come una “terra di nessuno” nelle ore serali, unitamente ai problemi già ricordati legati alla videosorveglianza e alla scarsa, quando non inesistente, illuminazione.
Le richieste al Comune di Aprilia
“Alla luce di quanto sopra, - conclude Ragusa - chiediamo al Comune di Aprilia di attivarsi con urgenza, per quanto di competenza e in coordinamento con gli enti responsabili, al fine di garantire il pieno ripristino dell’illuminazione, della videosorveglianza e di adeguate misure di sicurezza presso il parcheggio e le aree di accesso alla stazione di Campoleone, così da tutelare l’incolumità dei cittadini e restituire decoro a uno snodo fondamentale per la mobilità del territorio. Parimenti, si sollecita l’amministrazione a completare la videosorveglianza presso la stazione di Aprilia e a intervenire su quella di Campo di Carne, anche mediante accordi attuativi o richiedendo l’area in comodato d’uso per una gestione diretta a RFI, così da garantire a tutte le persone che ogni giorno prendono il treno, le stesse condizioni minime di sicurezza e rispetto”.
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