Carceri sovraffollate nel Lazio, una piaga. A Latina +212% e gli agenti sono sotto organico
È online il quinto numero del Report mensile sulle carceri italiane, il documento che Ottorighe (www.ottorighe.it) pubblica ogni mese sui dati del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
È online il quinto numero del Report mensile sulle carceri italiane, il documento che Ottorighe (www.ottorighe.it) pubblica ogni mese sui dati del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e sulle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. Il numero di settembre 2026 conta 244 pagine e contiene una scheda per ciascuno dei 189 istituti penitenziari per adulti e per ciascuna delle venti regioni. Preoccupano i dati delle carceri più vicine a noi, quelle di Latina e Velletri che registrano rispettivamente un tasso di affollamento del 212% e del 143%.
IL TASSO PIÙ ALTO DELLA SERIE
Tra agosto e settembre 2026 le persone detenute passano da 65.661 a 66.063: 402 in più. È il terzo mese di fila in cui il tasso di affollamento effettivo sale: da 139,5 di giugno a 139,9 di luglio, a 142,2 di agosto, fino al 142,8 per cento di settembre, il valore più alto da quando il Report misura il dato sulla capienza effettiva.
Nello stesso mese la capienza effettiva è salita di 70 posti: non abbastanza a compensare le 402 presenze in più.
I NUMERI DI SETTEMBRE 2026
- 66.063 detenuti presenti nei 189 istituti per adulti.
- 51.295 posti regolamentari, dei quali 5.047 non disponibili: il 9,8 per cento della capienza ufficiale è inagibile o comunque non utilizzabile.
- 46.248 posti realmente disponibili.
- 128,8 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti regolamentari.
- 142,8 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili.
- 163 istituti su 189, cioè l'86,2 per cento, ospitano più detenuti dei posti che hanno davvero.
- 62.776 persone, cioè il 95,0 per cento della popolazione detenuta, vivono in uno di questi istituti.
5.047 POSTI CHE NON CI SONO
Nelle carceri italiane mancano all'appello 5.047 posti detentivi: sono contati nella capienza ufficiale, ma non si possono usare. È come se fossero stati chiusi otto istituti grandi come Regina Coeli, che di posti regolamentari ne ha 619. Oppure tre come Poggioreale, che ne ha 1.616. Oppure quarantacinque come la Giudecca di Venezia, che ne ha 112.
Non sono istituti chiusi: sono posti inagibili distribuiti fra i 189 carceri del Paese. Il confronto serve a dare la misura di quanto pesano. È anche la ragione per cui i due tassi di affollamento non coincidono: quello ufficiale conta quei posti come se fossero disponibili e si ferma al 128,8 per cento; contando soltanto i posti che esistono davvero, si arriva al 142,8.
LA MISURA CHE LE STATISTICHE UFFICIALI NON PUBBLICANO
Le rilevazioni ufficiali misurano l'eccedenza: quante persone ci sono in più rispetto ai posti. Ma il disagio non riguarda soltanto le persone in eccesso. In un istituto con cento posti e centocinquanta presenze, sono centocinquanta le persone che condividono le docce, l'infermeria, le ore d'aria e il personale dimensionati per cento.
Ottorighe misura questo con il DIS, cioè il numero di Detenuti in Istituti Sovraffollati: quante persone vivono, oggi, in un carcere che ha più presenze dei posti disponibili. A settembre 2026 il DIS è il 95,0 per cento, pari a 62.776 persone.
Va tenuto distinto dal tasso di affollamento. Il tasso di affollamento è un rapporto tra presenze e capienza, e può superare il cento per cento. Il DIS è una quota della popolazione detenuta, e per definizione non può superarlo.
PER LA PRIMA VOLTA, UN ISTITUTO IN MENO NEL CONTEGGIO
A settembre il DIS cresce meno delle presenze: 402 detenuti in più nel mese, ma solo 333 persone in più nel conteggio del DIS, e il numero di istituti oltre soglia cala, da 164 a 163. È la prima volta nella serie seguita da questo Report.
A Noto e a Sciacca, in Sicilia, le presenze sono calate di poco, otto e due persone, quanto basta per scendere sotto una capienza effettiva rimasta invariata: l'intera popolazione dei due istituti esce dal conteggio, e il DIS perde 154 e 20 persone. A San Cataldo il percorso è opposto e misto: le presenze sono salite di sette, ma sedici posti sono usciti dall'uso nello stesso mese, e la capienza effettiva è scesa da 117 a 101. L'istituto supera la soglia per un margine di appena quattro detenuti, e il DIS ne guadagna 105.
Il saldo è un istituto in meno nel conteggio, ma 333 persone in più nel DIS complessivo: il sovraffollamento tocca meno carceri, e pesa più su chi resta dentro.
DOVE IL SOVRAFFOLLAMENTO È PIÙ INTENSO
Il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili, settembre 2026:
Lucca 240,5 per cento
Milano "Francesco Di Cataldo" San Vittore 230,0 per cento
Foggia 225,4 per cento
Lodi 216,3 per cento
Brescia "Nerio Fischione" Canton Mombello 213,7 per cento
Latina 211,7 per cento
Il Report riporta il dato, la serie storica degli ultimi mesi seguiti e il quadro del personale per ciascuno dei 189 istituti.
Per quanto riguarda nello specifico la regione Lazio.
IL QUADRO REALE
Il Lazio chiude settembre 2026 con un affollamento reale del 152%: 7.049 persone per 4.628 posti effettivi, una volta tolti i 679 inagibili. Il dato nominale del 133% ne racconta solo una parte: 679 posti su 5.307 dichiarati sono inagibili, quasi il 13% della capienza regionale. Il DIS reale - la quota di detenuti che vive in un istituto effettivamente sovraffollato - è del 96,5%, ben oltre il 90,0% ufficiale. Il DIS ufficiale, l'unico disponibile su serie storica, si è mosso tra l'89% e il 90% negli ultimi tredici mesi, con presenze salite a quota 7.049, il massimo del periodo. Undici istituti su quattordici superano la capienza reale, da Latina (212%) in giù.
E poi c'è il carcere di Velletri "ANTONIO CAROTENUTO" chiude settembre 2026 con un tasso di affollamento reale del 153,1%: 591 persone detenute per soli 386 posti effettivamente disponibili. La capienza regolamentare è di 412 posti, ma 26 risultano inagibili: posti che esistono sulla carta e non nei fatti. Sul dato ufficiale il sovraffollamento si ferma al 143%; sui posti reali supera il 153%.
CHI CI LAVORA
Nel Lazio un agente di Polizia Penitenziaria segue in media 2,2 detenuti, ma l'organico resta scoperto del 13%. Il caso più critico sulla polizia è Roma Rebibbia, con una scopertura del 28%, la più alta della regione, e l'istituto già al 109% di affollamento reale. Sul fronte civile il record negativo è di Roma Regina Coeli, con una scopertura del 25% e un affollamento reale del 202%.
CHI C'È DENTRO
La popolazione straniera arriva al 36,4%, sopra la media nazionale (31,6%). Le donne sono 466 (6,6%). In attesa di primo giudizio è il 18,2% dei detenuti, sopra la media italiana (15,3%); il 68,8% sconta una condanna definitiva.
DOVE SI CONCENTRA IL CARICO
Il carico di lavoro è concentrato su Roma: il suo Ufficio di Sorveglianza da solo segue il 71% dei detenuti laziali (4.973 persone), davanti a Viterbo (16%) e Frosinone (13%). Una concentrazione tra le più marcate osservate in questo report.
METODO E FONTI
Il Report utilizza esclusivamente fonti pubbliche: il bollettino mensile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per presenze e capienza, e le schede di trasparenza dei singoli istituti pubblicate dal Ministero della Giustizia per i posti non disponibili e per gli organici. Solo dati pubblici e verificabili. Ogni cifra è verificabile istituto per istituto all'interno del Report.
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