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Caso Manzù, incontro presso il Ministero per impedire la sepoltura lontano da Ardea

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Il sindaco di Ardea Mario Savarese ed un rappresentante del COMITATO POPOLARE PACE per MANZÙ sono stati ricevuti a Roma, martedì 18 giugno 2019 alle ore 12, nella sede del ministero per i beni culturali per il Caso Manzù. L’incontro si è svolto nell’ufficio del capo segreteria del ministro Bonisoli alla presenza di due dirigenti. Nel corso della riunione è stato definitivamente accertato e provato, con la presentazione di una corposa documentazione, che Giacomo Manzù voleva essere sepolto ad Ardea nel luogo dove riposa in pace da 27 anni. La rimozione della salma di Manzù sarebbe un atto illegale e contrario non solo alla volontà dell’artista, ma anche a quella della vedova INGE Schabel che nel suo testamento ritiene la presenza di Giacomo Manzù nella tomba ad Ardea l’unica garanzia per impedire il trasferimento delle opere d’arte del Museo a Roma.

Sono state individuate nella direttrice del Polo museale Edith Gabrielli e nella direttrice del museo Manzù Maria Giuseppina Di Monte le persone che hanno dato il via, con una autorizzazione del tutto informale, al tentativo di sradicare Manzù da Ardea come se l’artista fosse un illustre sconosciuto, senza alcuna verifica della documentazione presentata dagli eredi per accertarne l’autenticità nell’interesse generale ed, infine, senza alcun rispetto di tutto quello che Giacomo Manzù ha rappresentato e rappresenta nella storia e nella memoria collettiva dell’antica città dei Rutuli.

Il COMITATO POPOLARE PACE per MANZÙ ha illustrato il piano dettagliato per valorizzare Ardea ed il museo Manzù, come voleva l’artista quando donò il museo allo Stato, nel suo contesto territoriale di appartenenza (Lazio virgiliano). Il piano di valorizzazione é stato valutato positivamente dai funzionari ministeriali anche alla luce di quanto prevedono le leggi per lo sviluppo turistico del nostro patrimonio artistico, storico e culturale.

Nei prossimi giorni il ministro dei beni culturali dovrà rispondere ad una interrogazione in parlamento sul caso Manzù, mentre il sindaco di Ardea può finalmente mettere la parola fine al CASO MANZÙ, nell’interesse generale, in due modi: 1) negando l’autorizzazione allo sradicamento di Manzù da Ardea per la totale mancanza di qualsiasi presupposto di legge; 2) inviando la documentazione presentata dagli eredi Manzoni alla procura della Repubblica di Velletri perché ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Il Comitato popolare PACE per MANZÙ continuerà ad informare la cittadinanza ed a vigilare nell’interesse generale della comunità.

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