Ciampino - Tentata estorsione ad un ingegnere, 3 traslocatori olandesi arrestati

I Carabinieri avrebbero arrestato in flagranza i tre cittadini olandesi. Sequestrati i camion utilizzati per il trasporto

15 settembre 2026 12:48
Ciampino - Tentata estorsione ad un ingegnere, 3 traslocatori olandesi arrestati -
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Tre traslocatori olandesi sono stati arrestati dai Carabinieri a Ciampino con l'accusa di tentata estorsione. I tre hanno preteso da un ingegnere loro connazionale una cifra raddoppiata rispetto a quella pattuita per il trasloco, minacciandolo anche davanti ai militari con la scusa di false spese doganali. Sequestrati i camion utilizzati per il trasporto

La nota dei carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno arrestato tre soggetti, un 32enne, un 18enne e un 19enne, tutti originari dei Paesi Bassi, gravemente indiziati del reato di tentata estorsione in concorso.  In particolare, i Carabinieri della Tenenza di Ciampino, a seguito di una richiesta giunta al Numero di Emergenza 112, sono intervenuti in una zona centrale del comune alle porte di Roma, ove i tre stranieri erano in forte lite con un ingegnere trasferitosi da pochi giorni dall’Olanda. Gli immediati approfondimenti realizzati dai militari hanno permesso di riscontrare che i tre uomini, dopo aver raggiunto l’Italia con tre camion per eseguire delle operazioni di trasloco commissionate dal professionista, hanno preteso da questi, minacciandolo pesantemente anche alla presenza degli stessi Carabinieri, una somma più che raddoppiata rispetto a quella originariamente pattuita, adducendo delle fantomatiche spese di sdoganamento e mora sostenute alla frontiera italiana. Raccolti i gravi indizi di colpevolezza, anche attraverso il mancato riscontro delle millantate spese di dogana, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza i tre cittadini olandesi e successivamente li hanno accompagnati presso le aule del Tribunale di Velletri dove il Giudice ha convalidato l’arresto. I mezzi utilizzati dai tre autotrasportatori sono stati sequestrati in attesa dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'ufficio legale Han – Legal, a cui si sono rivolte le tre persone coinvolte in questa vicenda. L'ufficio legale intende specificare quanto segue:

“Inizialmente il cliente aveva indicato come luogo di consegna un indirizzo di abitazione. Dopo che i nostri assistiti erano giunti a tale indirizzo, il cliente ne ha improvvisamente comunicato un altro. I nostri assistiti si sono quindi recati con i tre furgoni da trasloco a questo secondo indirizzo. Anche al secondo indirizzo il cliente non era presente. I nostri assistiti lo hanno atteso per circa mezz’ora. Il loro datore di lavoro ha quindi telefonato due volte al cliente per informarlo che erano arrivati e lo stavano aspettando già da mezz’ora. Quando infine il cliente si è presentato, è arrivato direttamente insieme ai Carabinieri. I nostri assistiti non sono quindi mai rimasti soli con il cliente, neppure per un momento. Non si sono rifiutati di scaricare i beni. Nel corso dell’udienza, il giudice ha dichiarato che il cliente aveva beneficiato del servizio di trasloco e che era stato lui stesso a interromperne l’ulteriore esecuzione coinvolgendo ingiustificatamente le autorità italiane”.

“Il cliente si è presentato al secondo indirizzo direttamente insieme ai Carabinieri. Fin dal primo contatto personale tra il cliente e i nostri assistiti erano presenti i militari. I nostri assistiti non sono mai rimasti soli con il cliente e non lo hanno minacciato”.

Sulla somma pattuita, precisano inoltre che: “Il prezzo originariamente concordato ammontava a € 6.600 e riguardava due furgoni da trasloco e un volume di carico concordato, espresso in metri cubi. Il cliente aveva tuttavia una quantità di beni superiore a quella concordata. Si è pertanto reso necessario un terzo furgone da trasloco. L’impiego di questo terzo furgone e i relativi costi aggiuntivi sono stati discussi con il cliente prima della partenza dai Paesi Bassi. Il cliente ha prestato il proprio consenso”.

Per quanto riguarda la sanzione: “In Austria è stata effettivamente inflitta una sanzione a causa del peso del carico. Il relativo verbale è in possesso della polizia italiana ed è stato altresì esaminato dal giudice. I nostri assistiti non si trovano più in stato di arresto, sono stati rimessi in libertà.  L’arresto è stato convalidato dal tribunale, dopodiché i nostri assistiti hanno reso dichiarazioni. Il tribunale non ha quindi applicato alcuna misura cautelare personale. Nel corso dell’udienza, il giudice ha dichiarato oralmente che il cliente deve pagare almeno l’importo originariamente concordato di € 6.600. Il giudice ha inoltre constatato che il cliente aveva beneficiato del servizio di trasloco e che era stato lui stesso a interromperne l’ulteriore esecuzione coinvolgendo le autorità italiane. Il giudice ha altresì dichiarato che i beni saranno svincolati soltanto dopo che il cliente avrà pagato l’importo dovuto”.

La vicenda, dunque, appare molto più complessa: noi della redazione teniamo a sottolineare che anche se non è stata applicata la misura cautelare e quindi le tre persone fermate dai carabinieri sono state scarcerate e rimesse in libertà, l'arresto è stato comunque convalidato. Restano i dubbi sulla sanzione dell'autorità austriaca: non è chiaro a chi sia imputabile atteso che l'eccesso di peso potrebbe essere riferito ai limiti di omologazione dei mezzi utilizzati dal vettore.