Aurora Livoli sarebbe stata uccisa a mani nude. Il 57enne peruviano, fermato dai Carabinieri, è accusato di omicidio volontario.

La causa della morte della 19enne di Monte San Biagio, secondo le prime informazioni emerse dall’autopsia, potrebbe essere uno strozzamento.

A cura di Redazione
03 gennaio 2026 11:26
Aurora Livoli sarebbe stata uccisa a mani nude. Il 57enne peruviano, fermato dai Carabinieri, è accusato di omicidio volontario. -
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Aurora Livoli sarebbe stata uccisa a mani nude e c'è un indagato per la morte della 19enne di Monte San Biagio trovata senza vita nel cortile di un condominio in via Paruta a Milano. Si tratta di un 57enne di origine peruviana, Emilio Gabriel Valdez Velazco, irregolare e con un precedente penale per violenza sessuale che risale all’agosto del 2019. L’uomo è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano la serata del 30 dicembre scorso; per lui è scattato il fermo di polizia giudiziaria per una tentata rapina che avrebbe commesso la sera del 28 dicembre, ad una fermata metro poco distante da dove Aurora è stata trovava priva di vita, in via Paruta. Il 57enne, al momento, è indagato per omicidio volontario nell’inchiesta aperta sulla morte della 19enne, che era sparita dalla provincia di Latina lo scorso 4 novembre. Intanto, ieri, all'istituto di Medicina legale di Milano, è stata eseguita l'autopsia. Aurora Livoli sarebbe stata uccisa a mani nude: la causa della morte, secondo le prime informazioni, potrebbe essere uno strozzamento.

AURORA LIVOLI
AURORA LIVOLI

Aurora Livoli camminava per strada. Una telecamera la riprende: testa bassa, Nike ai piedi, vestita con pantaloni scuri e bomber. Dietro di lei c'è un uomo più alto con un giubbotto bianco e nero. Lei non sembra nemmeno accorgersene, assorta nei suoi pensieri. E' la notte del 28 dicembre. Poche ore dopo, alle otto del mattino seguente, la diciannovenne sarà trovata morta nel cortile di un condominio vicino, in via Paruta, semi svestita.

E' anche grazie a queste immagini che i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano guidati dal colonnello Antonio Coppola e coordinati dal pm Antonio Pansa, sono arrivati a un indagato per la sua morte: il 57enne peruviano.

La sera del 28 ha aggredito una diciannovenne peruviana che era rimasta sola alla banchina della metro, luogo pieno di telecamere. Le ha preso il telefonino stringendola al collo con un braccio e tenendole la bocca chiusa con l'altra mano. Ha cercato di trascinarla in un angolo della stazione, ma lei è riuscita a divincolarsi e riprendersi il telefono mentre arrivava un treno.

I viaggiatori scesi l'hanno soccorsa mentre lui è scappato. Si è confuso fra i passanti indossando il giubbotto double face al contrario. Un giubbotto come quello che porta nelle immagini che lo ritraggono dietro Aurora prima di mezzanotte per poi, ormai a notte fonda, uscire solo dal palazzo di via Paruta, rientrare e di nuovo riuscire verso le tre.

"Ulteriori accertamenti, ancora in corso da parte dei carabinieri - spiega una nota - hanno poi fatto ricondurre gravi indizi di colpevolezza a carico dello stesso uomo in ordine al rinvenimento del cadavere" di Aurora. Ancora diversi elementi restano da chiarire su quanto successo alla 19enne nata a Roma e cresciuta a Fondi, in provincia di Latina, studentessa al primo anno di Chimica che si è allontanata da casa il 4 novembre senza soldi, né abiti, né documenti e il 26 novembre aveva chiamato solo per dire che stava bene e a casa non voleva tornare.

"Non possiamo sapere assolutamente se avesse conosciuto attraverso i social qualche persona che l'abbia indotta o comunque invitata a venire a Milano. Milano per noi è una cosa incomprensibile, siamo distanti" ha detto lo zio, l'avvocato Massimo Basile, che ha accompagnato i genitori della ragazza all'istituto di Medicina legale di Milano dove è stata svolta l'autopsia per determinare esattamente la causa della morte, che secondo le prime informazioni dovrebbe essere lo strozzamento, spiegare i lividi sul corpo e cercare ogni possibile indizio.

Proprio per questo sono stati analizzati anche gli indumenti che aveva addosso e sono stati trovati nelle vicinanze del suo corpo, quando la custode del palazzo si è accorta della sua presenza, pensando che si fosse addormentata, inclusi un paio di pantaloni rossi di un pigiama. La mamma di Aurora quando è arrivata teneva in mano un mazzo di fiori bianchi e ha preferito non parlare con la stampa.

Dopo l'adozione della 19nne "per noi sono stati tredici anni di gioiosa presenza" ha aggiunto lo zio prima di confermare di aver saputo dalla polizia giudiziaria dell'arresto di una persona per il suo omicidio, una persona indagata per omicidio volontario.

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