Colpita un'importante piazza di spaccio della Capitale. Sequestri anche ad Aprilia, Ardea e Nettuno.

Eseguito dalla Polizia di Stato un provvedimento di sequestro beni del valore di oltre 5 milioni di euro, riconducibili a 5 soggetti.

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 13:05
Colpita un'importante piazza di spaccio della Capitale. Sequestri anche ad Aprilia, Ardea e Nettuno. -
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Colpo della Polizia di Stato alla piazza di spaccio “Bar della Coltellata” a Roma, nel quartiere San Basilio: scatta il sequestro di beni del valore di oltre 5 milioni di euro. L’operazione, condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Roma - con il supporto delle Questure di Latina, Frosinone e Rieti - ha toccato anche le città di Aprilia, Ardea e Nettuno, dove c’erano alcuni dei 25 immobiliari e terreni riconducibili ai soggetti attivi nella piazza di spaccio del quartiere romano. Si tratta di 5 soggetti, di età compresa tra i 67 e 46 anni, legati tra loro da vincoli di parentela e inseriti in elevati contesti criminali dediti al narcotraffico, recentemente colpiti da Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere. Sotto sequestro sono finite anche 3 società (due attive nel settore di vendite immobiliari e l’altra operante come bar), 45.000 euro in contanti, auto, moto ed anche due pregiati orologi Rolex.

"Nell’ambito della strategia di contrasto all’accumulazione dei patrimoni di origine illecita, con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante la sottrazione delle ricchezze e di liberare l’economia legale dalle infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza, - si legge nella nota - questa mattina la Divisione Anticrimine della Questura di Roma, con la collaborazione di 250 operatori della Polizia di Stato, sta procedendo all’esecuzione un provvedimento di sequestro di beni finalizzato alla confisca emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione -, su proposta avanzata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Roma.

l provvedimento ablatorio ha riguardato un notevole compendio patrimoniale dal valore di oltre 5 milioni di euro, composto da 3 società aventi le proprie sedi a Roma e Bracciano (RM), due delle quali attive nel settore di vendite immobiliari, l’altra operante come Bar, una ditta individuale attiva quale ricevitoria del lotto e tabacchi, autovetture e motoveicoli, 25 unità immobiliari situate in Roma e nei comuni di Ardea (RM), Nettuno (RM), Guidonia Montecelio (RM), Aprilia (LT) e Borgorose (RI), la somma di euro 45.000 e due orologi modello Rolex, quest’ultimi già sottoposti a sequestro preventivo, riconducibili a cinque soggetti, di età compresa tra i 67 e 46 anni, legati tra loro da vincoli di parentela inseriti in elevati contesti criminali dediti al narcotraffico nel quartiere romano San Basilio.

Gli odierni proposti, infatti, riconosciuti come vertici di un’associazione criminosa attiva da lungo tempo nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere, sono stati recentemente attinti da Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal locale Tribunale – Ufficio del G.I.P. - a seguito di prolungata attività d’indagine svolta dalla Polizia di Stato con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma – D.D.A.

L’indagine patrimoniale svolta ha consentito di evidenziare il complesso meccanismo di intestazione fittizia e successiva re-intestazione dei beni a società riconducibili ai proposti. I predetti, infatti, investendo gli ingenti proventi dell’attività criminosa, acquistavano nel corso degli anni numerosi appartamenti, oggi in sequestro, intestandoli a terzi, spesso i familiari più stretti, per poi riacquistarli tramite le società immobiliari a loro riconducibili. Gli immobili venivano dunque successivamente concessi in locazione o venduti a terzi soggetti dando luogo a forme di guadagno viziate dal reimpiego di capitali illeciti

Sulla base delle risultanze investigative economico patrimoniali il Tribunale ha ritenuto sussistenti gli elementi per qualificare tutti i proposti quali soggetti socialmente pericolosi. Evidenziando, inoltre, la sproporzione della complessiva situazione reddituale “dichiarata” i proposti sono risultati disporre direttamente o indirettamente di un compendio patrimoniale di ingente valore, stimato in oltre 5 milioni di euro.

Oltre che nell’area metropolitana della Capitale le attività di sequestro, a cura della Divisione Anticrimine della Questura di Roma, che viene collaborata anche da personale delle Divisioni Anticrimine delle Questure di Latina, Rieti, Frosinone e contingenti del Reparto Prevenzione Crimine Lazio per i beni presenti sui rispettivi territori.

Il decreto di sequestro è stato disposto ai sensi del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo nell’ambito del relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni”.

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