Contagi Covid nella comunità indiana in provincia di Latina: si cercano 300 persone rientrate dall’India negli ultimi 14 giorni.
Contagi Covid nella comunità indiana in provincia di Latina: si cercano 300 persone rientrate dall’India negli ultimi 14 giorni, prima dello stop ai voli verso l’Italia. La notizia è stata annunciata...
Contagi Covid nella comunità indiana in provincia di Latina: si cercano 300 persone rientrate dall’India negli ultimi 14 giorni, prima dello stop ai voli verso l’Italia. La notizia è stata annunciata dal dirigente dell’Uoc della Asl di Latina, Antonio Sabatucci. “Occorre trovare subito queste persone - ha detto – per evitare il diffondersi dei contagi. Oggi, intanto, sono partiti i tamponi nelle aziende agricole della provincia, in particolare a Terracina, ma verranno eseguiti in tutte lo località dove risiedono maggiormente cittadini indiani. 500 screening sono previsti anche nel villaggio di Bella Farnia, a Sabaudia, ed altri verranno fatti nelle campagne di Latina, Aprilia, Pontinia, San Felice Circeo e Fondi. Ieri si è tenuto in vertice in Prefettura, a Latina. “Sul campo abbiamo una serie di misure. – ha spiegato il Prefetto, Maurizio Falco – L’impegno è al massimo per contenere La diffusione del virus sul territorio a vocazione agricola”. Allo Spallanzani sono già stati inviati i campioni dei 275 positivi (rilevati dal primo marzo ad oggi), di cui 37 bambini, e dai primi risultati sembra essere esclusa la variante indiana del virus, ma è stata rilevata quella inglese.
“Abbiamo già incontrato i rappresentanti della comunità indiana del territorio, - ha precisato il Prefetto - cerchiamo la loro condivisione affinché diffondano a livello capillare l'intenzione della nostra governance.
Siccome a noi interessa il risultato sanitario, stiamo cercando di far capire che si tratta di una operazione per garantire la salute umana. Nel nostro territorio ricevono cure essenziali sanitarie anche gli stranieri temporaneamente presenti che non hanno una situazione di regolarità – precisa il Prefetto - C'é della fiducia da costruire, dovremmo fare ogni azione possibile.
Se non fossimo vincenti nell'invito a fare i tamponi nelle sedi che stiamo scegliendo, stiamo valutando anche l'opportunità di utilizzare delle associazioni umanitarie famose per far sì che con strutture mobili sanitarie vadano loro nei territori dove ci sono queste situazioni, garantendo l'operazione di prevenzione sanitaria a prescindere dall'individuazione eventuale di irregolarità di soggiorno”.
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