Contrasto al caporalato, Latina nella sperimentazione nazionale per costruire un modello d'eccellenza.

Assieme a Latina figurano Catania, Cuneo, Genova, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso.

13 giugno 2026 10:49
Contrasto al caporalato, Latina nella sperimentazione nazionale per costruire un modello d'eccellenza. -
Condividi

Contrasto al caporalato, il Comune di Latina entra nella fase operativa della sperimentazione nazionale per costruire un modello d'eccellenza per la presa in carico e l'inclusione socio-lavorativa delle vittime di caporalato e dello sfruttamento lavorativo. Assieme a Latina figurano Catania, Cuneo, Genova, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso. Dopo il via libera formale della Giunta, che aveva sancito la candidatura del capoluogo pontino, l’iniziativa ha ora preso il via ufficialmente: dopo un recente incontro a Roma, presso la sede dell’Anci, il Comune nei prossimi giorni pubblicherà il bando per la co-progettazione.

Latina è tra i dieci selezionati all'interno della rete Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione) – insieme a Latina figurano Catania, Cuneo, Genova, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso – è stato presente al tavolo con l’assessore ai Servizi sociali Maurizio Galardo e la dottoressa Roberta Berrè, responsabile del servizio Politiche sociali.

Presenti, inoltre, i rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dell'Interno e del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La sperimentazione, promossa dal Ministero del Lavoro in collaborazione con Anci e Fondazione Cittalia, dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2027 e beneficerà di uno stanziamento complessivo nazionale di 1,6 milioni di euro (800mila euro annui a decorrere dal 2025).

L’obiettivo cardine è tradurre in percorsi concreti e personalizzati le tutele introdotte dall’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione (inserito dal decreto-legge 145/2024), che prevede specifici programmi di assistenza, formazione, orientamento e inserimento lavorativo per le vittime di intermediazione illecita e i loro nuclei familiari.

"Essere stati inseriti tra i 10 Comuni piloti a livello nazionale è il riconoscimento del grande lavoro svolto e della complessità di un territorio che richiede risposte ferme, strutturate e sinergiche – ha dichiarato il sindaco di Latina, Matilde Celentano - La nostra amministrazione ha voluto imprimere un'accelerazione decisa sulle misure di contrasto allo sfruttamento lavorativo, un percorso avviato con la delibera di candidatura in Giunta e che ora diventa finalmente operativo. Vogliamo dare un messaggio potente in termini di dignità e diritti civili: Latina non si volta dall'altra parte, ma si fa promotrice di un modello di emersione e legalità che rimetta al centro la persona attraverso il lavoro regolare, l'accoglienza sicura e l'autonomia economica, valorizzando la grande esperienza già maturata dalla nostra rete territoriale del Sai”.

Sul piano strettamente operativo, gli uffici del dipartimento Welfare del Comune di Latina, diretto dalla dottoressa Emanuela Pacifico, sono già al lavoro per tradurre le linee guida ministeriali in azioni territoriali.

"Nei prossimi giorni i nostri uffici pubblicheranno l’avviso pubblico per la co-progettazione e la co-programmazione delle attività, una procedura aperta e trasparente finalizzata all'individuazione dei partner del Terzo Settore con cui costruiremo i programmi individualizzati – ha affermato l'assessore ai Servizi Sociali, Maurizio Galardo - Grazie a questa sperimentazione, potremo contare su strumenti operativi e risorse mirate per accompagnare le vittime di caporalato in percorsi reali di inclusione sociale e lavorativa. Il coordinamento istituzionale di Anci e il supporto metodologico di Cittalia ci permetteranno di standardizzare pratiche d'eccellenza, trasformando la vulnerabilità in riscatto sociale. Invitiamo fin da ora le migliori realtà della nostra rete territoriale a partecipare al bando per scrivere insieme una pagina fondamentale di welfare e giustizia sociale per Latina”.

Il Comune di Latina guiderà la progettazione locale puntando sulla valorizzazione delle competenze professionali dei beneficiari, sul raccordo con il tessuto imprenditoriale sano del territorio e sul monitoraggio centralizzato delle attività, contribuendo attivamente alla definizione del futuro protocollo e modello di presa in carico valido su scala nazionale.