Crisi alla Ibi di Aprilia, in 26 in cassa integrazione: "Per noi nessuna certezza, le Istituzioni intervengano"

Non c’è pace per i dipendenti della Ibi di Aprilia (l'Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini Spa). Da mesi ormai vivono un periodo fatto di instabilità a causa di una serie di difficoltà annu...

A cura di Redazione
28 giugno 2025 07:15
Crisi alla Ibi di Aprilia, in 26 in cassa integrazione: "Per noi nessuna certezza, le Istituzioni intervengano" -
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Non c’è pace per i dipendenti della Ibi di Aprilia (l'Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini Spa). Da mesi ormai vivono un periodo fatto di instabilità a causa di una serie di difficoltà annunciate dall’azienda farmaceutica. Una crisi che ha già portato a chiudere un reparto. Ora un gruppo di dipendenti torna a protestare e chiede nuove spiegazioni. Soprattutto perché arrivati a questo punto anche i sindacati sembrano non riuscire a trovare soluzioni concrete.

LA PROTESTA

"Giovedì scorso - raccontano i dipendenti - l’azienda Ibi di Aprilia ha dichiarato la chiusura del reparto sintesi. Reparto aperto da oltre trent’anni, fiore all’occhiello dell’azienda, reparto - dicono - mandato avanti da personale con esperienza trentennale (26 dipendenti), chiuso per mal gestione, investimenti assenti  e gestito da dirigenti negli ultimi anni non all’altezza". Secondo i lavorati il personale è stato lasciato a casa senza un meritato ringraziamento da parte della proprietà né un saluto adeguato. "Ad oggi - aggiungono - la Ibi ha proposto ad alcuni una ricollocazione presso altre aziende ma con il passaggio tramite agenzia del lavoro previo accordo consensuale.  9 dipendenti tra il giorno 27 e 30 luglio sottoscriveranno tale accordo ad Unindustria". Altri 14 lavoratori, invece, hanno rifiutato la proposta. "Questi operai - chiarisce ancora il gruppo di maestranze - andranno in cassa straordinaria. Lo scenario che si potrebbe prospettare per i dipendenti attualmente in Cigs è quello di un licenziamento collettivo. Senza prevedere un tentativo di ricollocazione, tra l’altro legittimo. Ciò che desta più preoccupazione - concludono i dipendenti - è il silenzio attorno a questa vicenda, partendo dalle Istituzioni arrivando ai sindacati". La protesta del gruppo dei dipendenti Ibi penalizzato al momento può contare sulle loro forze, perché la chiusura dell’azienda non avrebbe ancora portato ad un confronto sereno. E’ il caso invece che intervengano i sindacati, che si apra subito un tavolo per la vertenza e che venga immediatamente interpellata la Regione Lazio affinché possa mediare e fare le dovute verifiche su quanto stanno facendo impresa e sindacati in questo caso specifico. A maggio scorso fu solo la Failc Confail a portare all’attenzione dell’opinione pubblica questa vertenza. “Abbiamo ribadito  più volte - spiega la Confail - che i lavoratori non si toccano e che vanno trovati tutti i percorsi necessari per dare futuro a queste persone. Failc Confail continuerà a difendere i 290 lavoratori attualmente impiegati alla Ibi".

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