Di Formia l’operaio rimasto ferito in un cantiere a Frosinone. I sindacati chiedono nuovo tavolo su sicurezza.
Migliorano le condizioni dell’uomo, ricoverato a Frosinone. Cgil, Fillea e Flc chiedono di riaprire il tavolo sulla sicurezza negli appalti pubblici.
E’ di Formia l’operaio rimasto ferito ieri alla scuola “Maiuri” di Frosinone, in un cantiere pubblico, durante un intervento di manutenzione al solaio della palestra. L’uomo, è ancora ricoverato in ospedale, a Frosinone, ma le suo condizioni di salute sono migliorate. “La Prefettura riconvochi il tavolo su sicurezza ed affronti la questione del lavoro negli appalti” esortano la Cgil Frosinone Latina, la Fillea Cgil Frosinone Latina e la Flc Cgil Frosinone Latina. In una nota congiunta i sindacati denunciano l’ennesimo episodio, che impone di interrogarsi sull’efficacia della prevenzione.
La nota congiunta dei sindacati:
“Ancora un cantiere, ancora lavori in un edificio scolastico, ancora durante l’orario delle lezioni. CGIL, FILLEA CGIL e FLC CGIL di Frosinone e Latina esprimono vicinanza al lavoratore e denunciano l’ennesimo episodio che impone di interrogarsi sull’efficacia della prevenzione.
Le cause e le responsabilità dovranno essere accertate dagli organi competenti. La domanda, però, è già chiara: quali verifiche vengono effettuate prima e durante le lavorazioni per impedire che una persona rischi la vita mentre svolge il proprio lavoro?
Poco più di un mese fa, il 28 settembre, un incendio aveva interessato il tetto della scuola Cavoni durante alcuni lavori, rendendo necessaria l’evacuazione degli alunni e il trasporto di un operaio in ospedale. Oggi un altro lavoratore rimane ferito in un diverso plesso della città. È amaro constatare che proprio gli interventi destinati a migliorare gli edifici scolastici continuino a essere accompagnati da episodi che mettono in discussione la sicurezza di chi vi lavora.
La presenza di cantieri durante le lezioni richiede inoltre una verifica rigorosa della compatibilità tra le lavorazioni e l’attività scolastica. Occorre garantire la separazione degli spazi, valutare i rischi di interferenza e impedire che alunni e personale siano esposti ai pericoli del cantiere. Quando queste condizioni non possono essere assicurate, le lavorazioni devono essere organizzate in tempi diversi dall’attività didattica.
Il tema degli appalti resta centrale. L’esternalizzazione può frammentare l’organizzazione del lavoro e rendere meno trasparenti le responsabilità, soprattutto quando si aggiungono subappalti, pressioni sui costi e tempi di esecuzione troppo stretti. In queste condizioni, precarietà e debolezza dei controlli possono tradursi in una minore tutela delle persone. Le stazioni appaltanti pubbliche devono esercitare fino in fondo la propria funzione di verifica, dall’affidamento all’esecuzione dei lavori.
Per questo, nel confronto avviato in Prefettura, abbiamo insistito sulla necessità di legare strettamente la sicurezza alla tutela del lavoro negli appalti. Serve attenzione sulla costruzione dei bandi di gara, servono controlli effettivi sulle imprese e sulle condizioni di impiego, applicazione dei contratti collettivi pertinenti, verifica della formazione e delle protezioni previste, coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Gli obblighi devono trovare riscontro ogni giorno nei cantieri.
Chiediamo alla Prefettura di Frosinone di riconvocare con urgenza il tavolo, coinvolgendo enti appaltanti, organi di vigilanza e organizzazioni sindacali, per verificare l’attuazione degli impegni assunti e definire interventi mirati nei cantieri pubblici, a partire da quelli scolastici. Occorrono responsabilità individuate, scadenze e verifiche sui risultati.
Non possiamo continuare a misurare la tenuta del sistema di prevenzione dopo ogni infortunio. Chi lavora ha diritto a tornare a casa sano. Chi frequenta una scuola ha diritto a farlo in sicurezza. Su questi diritti chiediamo risposte immediate”.
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