Disordini al Pronto soccorso di Aprilia: la Cisl Medici chiede tutele per i medici.

Duro affondo del sindacato dopo l’aggressione dello scorso giovedì pomeriggio: reparti al collasso tra carenza di organico e file interminabili.

05 settembre 2026 10:16
Disordini al Pronto soccorso di Aprilia: la Cisl Medici chiede tutele per i medici. -
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“La misura è colma”: con queste parole la Cisl Medici di Latina interviene sull’aggressione di gruppo subita lo scorso giovedì pomeriggio dal personale del pronto soccorso dell’ospedale “Città di Aprilia”. Il sindacato pontino punta il dito contro il mix esplosivo di sovraffollamento e carenza di organico, definendo le risposte delle istituzioni ancora troppo lontane dalla realtà dei reparti. Un grido d’allarme quello della Cisl Medici Latina, che chiede tutele immediate per gli operatori sanitari, esposti ogni giorno a tensioni insostenibili.

L'organizzazione sindacale torna ad invocare interventi strutturali ed un impegno concreto delle aziende sanitarie a tutela degli operatori in prima linea.

Ciriaco Iandolo_segretario provinciale della Cisl Medici Latina
Ciriaco Iandolo
Ciriaco Iandolo_segretario provinciale della Cisl Medici Latina

La nota della Cisl Medici Latina:

“Un episodio che condanniamo fermamente, ma il problema dei pronto soccorso esiste e le soluzioni sono ancora lontane”.  A dirlo è Ciriaco Iandolo (nella foto), segretario provinciale della Cisl Medici Latina, in merito a quanto accaduto al pronto soccorso del “Città di Aprilia”.

“Siamo di fronte – aggiunge – a un’ennesima aggressione, stavolta addirittura di gruppo. I pronto soccorso continuano a essere la prima linea in una condizione nota: da una parte il sovraffollamento di pazienti, dall’altra il personale sottodimensionato. Questo comporta attese, soprattutto per i codici minori, e tensioni ingiustificabili ma che comunque si verificano.

Per questo occorrono soluzioni strutturali, a cominciare dagli organici che ancora oggi vedono troppi gettonisti, fino ad arrivare a riorganizzare le modalità  di presa in carico e di ricovero quando necessario di chi arriva in pronto soccorso, secondo criteri e direttive realmente praticabili e risolutive. Si confida – conclude il segretario  - nel fatto che le aziende sanitarie si pongano al nostro fianco nel tutelare chi presta cure alla comunità”.