Due sorelle di Aprilia costrette a vivere in strada. Presentata un'interrogazione alla Camera.
A firmarla le Deputate del Movimento 5 Stelle Ascari e Fontana, con il sostegno della coordinatrice provinciale di Latina, Ciolfi.
Sorelle di Aprilia costrette a vivere in strada, dopo essere state private delle loro proprietà a seguito di una procedura esecutiva immobiliare considerata illegittima. Il caso finisce in Parlamento: è stata, infatti, presentata un'interrogazione alla Camera, a firma delle deputate del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ed Ilaria Fontana, e con il sostegno della coordinatrice provinciale di Latina del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Ciolfi. Il caso delle sorelle Roberta e Maria Letizia Montoro, di Aprilia, è venuto alla luce grazie al Comitato Argine, un’associazione civica del territorio che si occupa della tutela dei diritti dei cittadini. Da diverse settimane le due donne - che hanno denunciato anche episodi di intimidazione - vivono per strada nei pressi di Montecitorio, per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla loro vicenda. Nell’interrogazione viene chiesto verificare che tutte le attività siano state svolte nel pieno rispetto delle garanzie e se il Ministro dell’interno sia a conoscenza dei presunti episodi intimidatori subiti dalle due sorelle”.
“Le sorelle Montoro, residenti ad Aprilia, - spiegano Ascari, Fontana e Ciolfi - sono state private della propria abitazione a seguito di una procedura esecutiva immobiliare e da diverse settimane vivono per strada nei pressi di Montecitorio per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla loro vicenda, sostenendo di aver subito la perdita non solo della casa di abitazione, ma anche di ben sei unità immobiliari, tutto in conseguenza di procedure che ritengono illegittime.
Affermano anche di trovarsi in una condizione di grave disagio abitativo e personale, pur essendo proprietarie di beni immobili che, a loro dire, non sarebbero nella loro concreta disponibilità a causa di ulteriori procedure giudiziarie. La procedura esecutiva avrebbe avuto origine da un debito di importo relativamente contenuto e le due sorelle avrebbero tempestivamente presentato istanza di conversione del pignoramento, provvedendo al versamento di somme che ritenevano idonee a soddisfare sia il credito azionato che le relative spese.
La legale delle sorelle Montoro ha segnalato possibili anomalie procedurali e le due donne denunciano episodi di intimidazione e di allontanamento verificatisi in prossimità di immobili che esse ritengono di loro proprietà. La vicenda ha assunto particolare rilevanza pubblica per le condizioni di forte disagio in cui versano attualmente le due donne e per questo abbiamo presentato un'interrogazione alla Camera a prima firma Ascari.
Ferma restando l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e la competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria nella valutazione dei singoli procedimenti, secondo noi è opportuno verificare che tutte le attività siano state svolte nel pieno rispetto delle garanzie, se siano stati adeguatamente valutati i principi di proporzionalità tra il credito azionato e il valore dei beni sottoposti a esecuzione, se il Ministro dell'interno sia a conoscenza dei presunti episodi intimidatori subiti dalle sorelle Montoro".
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