Epatite, conoscere per prevenire: incontro a Latina
Ospite dell’iniziativa sarà il dottor Andrea Gasperin, infettivologo dell’UOC Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina
Proseguono gli appuntamenti dedicati alla prevenzione presso la Casa di Quartiere di Borgo Piave a Latina. Lunedì 29 giugno, dalle ore 17 alle ore 19, si terrà un importante incontro di sensibilizzazione dedicato all’epatite, aperto a tutta la cittadinanza. Un’occasione preziosa per informare, ascoltare e confrontarsi su temi che riguardano da vicino la salute e la prevenzione, promossa dal Centro Socio Culturale Enzo Mengoni, presieduto da Assunta Gneo. Ospite dell’iniziativa sarà il dottor Andrea Gasperin, infettivologo dell’UOC Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, che guiderà il pubblico in un approfondimento su una patologia spesso conosciuta solo in parte ma che interessa milioni di persone nel mondo. L’epatite è una malattia che colpisce il fegato e che, nonostante venga spesso identificata come un’unica condizione, comprende in realtà cinque diversi virus – A, B, C, D ed E – caratterizzati da modalità di trasmissione, manifestazioni cliniche e conseguenze molto differenti tra loro. Alcune forme possono essere contratte attraverso il consumo di alimenti contaminati, come i frutti di mare crudi o poco cotti, mentre altre si trasmettono tramite il contatto con sangue o fluidi biologici infetti. Oggi la ricerca e la medicina mettono a disposizione efficaci strumenti di prevenzione, tra cui vaccini per alcune tipologie, e terapie sempre più avanzate, ma la conoscenza dei fattori di rischio e dei comportamenti corretti resta un elemento fondamentale per la tutela della salute. Nel corso dell’incontro saranno approfonditi i principali aspetti legati alla malattia, dalle differenze tra le varie forme di epatite alle modalità di trasmissione, dalle strategie di prevenzione alle cure oggi disponibili. L’obiettivo dell’iniziativa è diffondere una sempre più solida cultura della prevenzione, fondamentale non solo per ridurre il rischio di ammalarsi, ma anche per favorire diagnosi tempestive e una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita, contribuendo così alla tutela della salute individuale e collettiva.
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