Esplosione alla fabbrica di munizioni a Colleferro, la Procura di Velletri: “Nessuna pista oltre l'incidente”.
Parla il procuratore Carlo Villani: “indagini aperte, ma per ora si escludono piste alternative”.
La verità sul boato di Colleferro è ancora tutta da scrivere: a quasi una settimana dalla potente esplosione nella fabbrica di munizioni, - avvenuta il 13 agosto scorso nell’area industriale - il procuratore di Velletri, Carlo Villani, frena sulle ipotesi di piste estere o dolose e gela ogni speculazione. “Al momento, - ha confermato - i Carabinieri del Ris non hanno trovato elementi per ipotizzare cause diverse da quelle accidentali”. Le indagini restano comunque aperte, in attesa della relazione tecnica definitiva.
Il fascicolo è coordinato dal procuratore Villani con i pm Federica Mattiotti e Giuseppe Travaglini.
Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito alla pista russa dietro l’esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. “Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno” ha dichiarato all'agenzia di stampa Adnkronos il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
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