Fattoria Latte Sano, Uil Lazio contro il Dumping contrattuale
“L’applicazione di contratti non rappresentativi – sottolineano i sindacalisti – determina un abbassamento di salari e tutele per lavoratrici e lavoratori."
“A oltre quattrocento lavoratrici e lavoratori impiegati in appalto presso i siti produttivi dell’azienda Fattoria Latte Sano viene applicato un contratto collettivo non rappresentativo, che dà vita a una forma intollerabile di dumping contrattuale”. È quanto denunciano in una nota la Uil Lazio e le categorie Uila e UilTucs.
“Siamo preoccupati per quanto emerso nella gestione dei rapporti di lavoro presso i siti dell’azienda – spiegano Emanuele Ronzoni, Angelo Dalla Vecchia e Alessandro Maria Contucci, rispettivamente segretari generali di Uil Lazio, Uila Lazio e UilTucs Roma e Lazio – perché questi lavoratori, pur operando stabilmente all’interno del ciclo produttivo aziendale, risultano formalmente dipendenti di società terze e si vedono applicato un contratto non rappresentativo, con conseguenze negative sulle condizioni economiche e normative”.
“L’applicazione di contratti non rappresentativi – sottolineano i sindacalisti – determina un abbassamento di salari e tutele per lavoratrici e lavoratori. Un fenomeno che la Uil intende contrastare rafforzando la contrattazione collettiva nazionale e garantendo l’applicazione dei Contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”.
“Ulteriori criticità emergono anche in relazione alle recenti procedure di conciliazione svolte in sede protetta presso lo IAM – proseguono Ronzoni, Dalla Vecchia e Contucci – dove, a fronte di presunte rivendicazioni limitate, risultano inserite rinunce molto ampie, che riguardano istituti retributivi e in alcuni casi anche profili legati alla natura del rapporto di lavoro”.
“Ribadiamo che le sedi protette non possono essere utilizzate come strumenti meramente formali per validare tali accordi – concludono i sindacalisti – motivo per cui non abbiamo sottoscritto tali intese, pur restando disponibili a un confronto con l’Ispettorato sul ruolo delle parti sociali, che non può essere quello di meri notai. Per queste ragioni metteremo in campo tutte le azioni necessarie per contrastare l’utilizzo di contratti collettivi non rappresentativi negli appalti e verificarne la corretta applicazione”.
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