Fotovoltaico a Campo Jemini, l’M5S attacca la sindaca Felici: “Dov’è la battaglia legale promessa?"
Il caso del mega-impianto fotovoltaico a terra “Pomezia 8.72” torna ad accendere lo scontro politico a Pomezia.
POMEZIA – Il caso del mega-impianto fotovoltaico a terra “Pomezia 8.72” torna ad accendere lo scontro politico a Pomezia. Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla sindaca Veronica Felici e alla Giunta per chiedere conto delle azioni intraprese dal Comune per bloccare l’opera, sollevando forti dubbi sull’efficacia delle passate promesse dell’amministrazione.
L'infrastruttura contestata, prevista nella località di Campo Jemini, prevede l’installazione di circa 10.000 pannelli fotovoltaici su una superficie di 8 ettari, supportata da 18 espropri di terreni privati e dallo scavo di oltre 5 chilometri di elettrodotto interrato. Un intervento massiccio a ridosso del centro abitato che ha già mobilitato il Comitato di Quartiere e i residenti.
Le motivazioni della protesta: ambiente e salute
I consiglieri pentastellati Renzo Mercanti, Stefania Padula e Luisa Navisse hanno chiarito la posizione del movimento in una nota: “Comprendiamo e sosteniamo il valore strategico della transizione energetica e delle fonti rinnovabili, ma queste non possono trasformarsi in un’aggressione indiscriminata al nostro territorio, al paesaggio e alla salute pubblica”.
L’opposizione elenca una serie di criticità che gravano sul quadrante:
Impatto elettromagnetico e paesaggistico: le nuove linee andrebbero a sommarsi ai piloni dell’alta tensione già presenti.
Rischi idrogeologici e ambientali: preoccupano le perforazioni del suolo in un'area storicamente caratterizzata dalla presenza di gas radon.
Tutela della biodiversità: il progetto insisterebbe su una zona umida protetta dal regolamento comunale sul verde.
L'accusa di immobilismo
Il nucleo dell'attacco del Movimento 5 Stelle si concentra sulla discrepanza tra la retorica della maggioranza e lo stato attuale dei fatti. Nell’estate del 2024, infatti, la sindaca Felici aveva annunciato pubblicamente una dura battaglia legale contro la decisione di Città Metropolitana di approvare l'impianto.
A distanza di circa due anni da quegli annunci, però, i cantieri e i decreti di esproprio stanno procedendo. “È giunto il momento di verificare se e cosa sia stato fatto concretamente”, incalza il gruppo M5S, definendo le passate dichiarazioni come “comode posizioni politiche di facciata esibite esclusivamente a parole”. L'interrogazione mira dunque a costringere l'Ente a mostrare quali strumenti amministrativi o legali siano stati effettivamente attivati per difendere il territorio di Campo Jemini.
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