Il ricordo da Aprilia di Varenne, il "Capitano" leggenda del trotto
E' scomparso ieri martedì 18 agosto il cavallo più amato di tutti i tempi. Aveva 31 anni. Anni fa si allenò per molto tempo ad Aprilia, a La Gogna.
La notizia è nota da ore. Il cavallo Varenne, conosciuto come il “Capitano” è morto.
Il ricordo di quanto ha affrontato un cavallo negli anni è rimbalzato sui social, sui giornali e oltre. Il suo è ormai un vero mito da raccontare.
E proprio Varenne ha trovato casa per molti anni ad Aprilia, presso il maneggio HorseShoe a La Gogna, un centro di allevamento dove il potente cavallo si allenava sulla pista di un miglio. Ma anche ad Ardea, a Tor San Lorenzo, dove la scuderia Dany di Enzo Giordano affidò poi il cavallo al gruppo guidato dall’allenatore finlandese Jori Turja e dal driver romano Giampaolo Minnucci.
Varenne è diventato leggendario per il suo trotto. E’ morto all’età di 31 anni.
La nascita e l’inizio della carriera
Nato a Copparo nel 1995, ha costruito una carriera irripetibile, diventando uno dei cavalli più celebri nella storia dell’ippica mondiale. Dopo il ritiro dalle corse, aveva continuato a essere protagonista come stallone, lasciando un’eredità destinata a durare attraverso i suoi oltre duemila figli.
L’annuncio della morte
La notizia è arrivata ieri, martedì 18 agosto, e ha immediatamente colpito il mondo dell’ippica. Varenne si è spento a 31 anni. L’annuncio è stato affidato ai canali social legati al campione, con poche parole che hanno comunicato la scomparsa del cavallo conosciuto da generazioni di appassionati: «È con immenso dolore che diamo la notizia della morte del Capitano».
La causa del decesso indicata dal veterinario è stata un infarto fulminante, secondo quanto riportato nell’annuncio della sua morte.
Nato nel Ferrarese, diventato una leggenda
Varenne era nato il 19 maggio 1995 all’allevamento Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz.
La sua carriera ebbe un inizio sfortunato. A credere nelle sue qualità fu Enzo Giordano, che lo acquistò (ad Ardea) e contribuì a costruire una squadra. L’allenatore fu il finlandese Jori Turja, mentre al suo fianco, per gran parte della carriera, ci fu il driver romano Giampaolo Minnucci: “Varenne - dice - era una Ferrari con il cervello. Oggi mi fa male vederlo così”
Bottino completo: sessantadue vittorie in 73 corse
I numeri raccontano meglio di qualsiasi definizione la dimensione del campione. Varenne disputò 73 corse, vincendone 62, con un palmarès che comprende alcune delle competizioni più importanti del trotto internazionale.
Nel 1998 arrivò la vittoria nel Derby italiano del trotto. Poi, tra il 2000 e il 2002, conquistò per tre volte il Gran Premio Lotteria di Agnano. A Parigi vinse il Prix d’Amérique nel 2001 e nel 2002, mentre a Stoccolma si impose nell’Elitloppet nelle stesse due stagioni. Nel 2001 aggiunse alla sua collezione anche la Breeders Crown negli Stati Uniti.
Oltre sei milioni di euro di premi e migliaia di figli
Al termine della carriera, Varenne aveva accumulato premi per oltre 6 milioni di euro, una cifra che lo ha collocato al vertice della storia del trotto mondiale.
Nel corso degli anni il “Capitano” è diventato uno stallone molto richiesto e ha generato più di 2.000 figli. Tra la sua progenie figurano numerosi cavalli di valore e diversi campioni, compresi cinque vincitori del Derby italiano del trotto.
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