Indagini sulla morte della 19enne Aurora Livoli: si lavora sui tabulati telefonici.

Le prime risposte sulle cause del decesso della giovane potrebbero arrivare dall’autopsia. Gli inquirenti stanno cercando anche i dare un nome all’uomo che si trovava con Aurora Livoli.

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 09:13
Indagini sulla morte della 19enne Aurora Livoli: si lavora sui tabulati telefonici.  -
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Proseguono incessanti le indagini sulla morte della 19enne di Monte San Biagio, Aurora Livoli, trovata morta la mattina del 29 dicembre scorso a Milano, nel cortile di un condominio alla periferia della città, in via Paruta, con dei lividi sul collo che fanno pensare sia stata strangolata. Addosso Aurora Livoli nessun documenti e nemmeno un cellulare; i Carabinieri del Comando provinciale di Milano stanno cercando per ricostruire, attraverso i tabulati telefonici, gli ultimi movimenti e contatti della 19enne, adottata da una coppia della provincia di Latina quando aveva soli 5 anni. Le prime risposte sulle cause del decesso della giovane potrebbero arrivare dall’autopsia che, inizialmente rimandata per un problema medico legale, con il Dna, proprio perché i genitori sono adottivi. L’autopsia, prevista per oggi, potrà stabilire se quei lividi abbiano una relazione con il decesso, oppure siano precedenti alla morte della ragazza, e se prima di morire abbia subito abusi. Non si ferma, intanto, la caccia all'uomo che poche ore prima delle morte, era con Aurora, ripreso con lei dalle telecamere della zona.

L’uomo aveva un giubbotto scuro, era alto, magro e con i riccioli; probabilmente ha trascorso insieme alla 19enne le sue ultime ore.

I carabinieri - coordinati dal pm Antonio Pansa - indagano per ricostruire i movimenti della giovane, compreso dove fosse solita trascorrere la notte, come sia riuscita ad arrivare e vivere a Milano senza soldi e quali persone abbia frequentato in quasi due mesi di assenza da casa.

Residente in provincia di Latina con la famiglia adottiva, Aurora si era diplomata all'Itis Pacinotti di Fondi ed era iscritta all’università. Si era allontanata da casa lo scorso 4 novembre e nella mattinata del 26 novembre c'è stata l'ultima telefonata a casa. “Non era la prima volta che si allontanava - hanno raccontato i genitori - Ci aveva detto di stare bene e di non voler tornare a casa, nient’altro”.

La preoccupazione però c'era, tanto che la famiglia ne ha denunciato la scomparsa perchè le volte precedenti in cui la ragazza se n'era andata di casa, era poi tornata nel giro di pochi giorni.

Ora i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano sono al lavoro per capire dove fosse Aurora e soprattutto con chi. Nelle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza di via Paruta, vicino al punto in cui è stata trovata senza vita, Aurora è con un uomo ancora senza nome, che viene ripreso anche un'ora dopo mentre ripercorre al contrario la stessa strada, ma questa volta da solo. Nel video si vedono i due che entrano dal portone del condominio, al civico 74, come se sapessero che resta sempre aperto, fatto confermato dai residenti del palazzo. È lì, in un vialetto vicino a un'aiuola, che Aurora è stata ritrovata al mattino dal custode, stesa a pancia in giù.

Accanto al corpo, i pantaloni di un pigiama rosso sul quale sono in corso analisi per capire a chi appartenga. Addosso nessun documento e nemmeno un cellulare, che i militari stanno cercando per ricostruire, grazie ai tabulati telefonici, gli ultimi movimenti e contatti della 19enne.

Per darle un nome, inizialmente, dopo che non era emerso nessun match dall'analisi delle impronte negli archivi Afis, così come dalle ricerche nei centri di accoglienza e nelle comunità per persone in difficoltà di Milano e dintorni, la Procura aveva autorizzato i carabinieri a diffondere l'unica immagine delle telecamere di sicurezza in cui si vede il volto di Aurora che emerge dal buio.

E' stata proprio la diffusione di quel video a portare all'identificazione della ragazza, riconosciuta dai suoi genitori, che hanno raggiunto Milano per l'autopsia.

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