Ipercoop ad Aprilia, addette alla pulizia a rischio. La protesta
Hanno trovato la porta sbarrata ieri le 15 dipendenti della New Air Clean, azienda che in appalto gestisce le pulizie per il supermercato Ipercoop di Aprilia 2, sulla Pontina. Da venerdì la ditta è su...
Hanno trovato la porta sbarrata ieri le 15 dipendenti della New Air Clean, azienda che in appalto gestisce le pulizie per il supermercato Ipercoop di Aprilia 2, sulla Pontina. Da venerdì la ditta è subentrata ad un’altra impresa, la Puma, sapendo però che oltre all’appalto avrebbe dovuto inglobare anche i dipendenti. Ieri mattina le lavoratrici si sono presentate al centro commerciale, ma l’azienda non le ha fatte entrare. L’ok è stato dato solo a due di loro. In sostanza le altre sarebbero in esubero e l’azienda unilateralmente ha deciso di non farle più lavorare. La notizia è stata data solo venerdì scorso, in un vertice lampo, senza alcun preavviso e senza avviare alcun tavolo di trattativa. Per le maestranze e per i sindacati una doccia fredda. Le dipendenti, inoltre, non vengono pagate da mesi: “Abbiamo quasi 7 mensilità di arretrati – spiega una di loro – della cassa integrazione non abbiamo notizie, in più ci hanno sbarrato l’ingresso al posto di lavoro, crediamo sia pura follia. Siamo tutte madri sole, dobbiamo lavorare e soprattutto meritiamo rispetto”.
Le dipendenti ieri mattina hanno chiamato i carabinieri di Aprilia e chiesto loro di eseguire delle verifiche. I militari hanno eseguito un’ispezione e avuto un confronto con il direttore dell’azienda, poi hanno cercato di tranquillizzare le donne che all’esterno protestavano. La verità è che la situazione è molto complessa, i sindacati – in prima fila la UilTucs, invocano ora un vertice per poter avviare un confronto costruttivo: “Tutte queste persone hanno il diritto di lavorare – spiega Gianfranco Cartisano – è assurdo decidere in modo unilaterale i licenziamenti, senza darci la possibilità di capire come trovare un’alternativa. Quando l’azienda ha raccolto il testimone della Puma sapeva che c’erano 15 dipendenti, ha accettato l’appalto e doveva accettare anche i lavoratori senza battere ciglio. Siamo davvero rimasti di stucco. Queste persone, inoltre, hanno dei salari da percepire e se l’azienda non li erogherà sarà Coop a doversi impegnare per pagare i pregressi.
Ne deve rispondere in solido. E’ Coop (ovvero Distribuzione Lazio ndr) ad aver scelto l’azienda a cui affidare il servizio di pulizia, doveva sincerarsi di trattare con una ditta seria e responsabile”. E tutto questo è solo la punta dell’iceberg, perché Ipercoop è in forte crisi e il rischio esuberi si avvicina sempre più: il ridimensionamento e il nuovo supermercato aperto a giugno scorso non hanno dato i risultati sperati, secondo i vertici aziendali ci sono 80 posti di lavoro da tagliare. A breve verrà convocato un nuovo incontro con l’azienda per capire cosa sarà fatto. Ma all’orizzonte si intravedono nubi nere.
12.6°