La Diocesi di Albano accoglie la 21ª edizione del Festival della Comunicazione
Nella cornice della Sala Consiliare del Comune di Castel Gandolfo, si è svolta lunedì 11 maggio la Conferenza di apertura
Nella cornice della Sala Consiliare del Comune di Castel Gandolfo, si è svolta lunedì 11 maggio la Conferenza di apertura della 21ª edizione del Festival della Comunicazione, la manifestazione ideata dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo, quest’anno ospitata e organizzata nella Diocesi di Albano.
Un’occasione di incontro e riflessione, per illustrare il programma della rassegna, con circa 50 eventi su tutto il territorio diocesano, e per sottolineare gli aspetti attuali della comunicazione e le prospettive date dal Messaggio di Papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni che, con il suo tema “Custodire voci e volti umani”, fa da sfondo a tutto il Festival.
Moderati da don Alessandro Paone, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, sono intervenuti il sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis, il vescovo di Albano, Vincenzo Viva, don Giuseppe Lacerenza e suor Cristina Beffa, coordinatori Paolini del Festival, monsignor Franco Marando, vicario generale della diocesi di Albano e don Alessandro Saputo, vicario episcopale per la Pastorale e la formazione permanente del clero della Diocesi di Albano.
«Ringrazio il vescovo Vincenzo Viva e la Diocesi di Albano – ha detto il sindaco De Angelis aprendo la conferenza – per aver scelto Castel Gandolfo per l’avvio del Festival della Comunicazione. C’è un po’ di emozione nel presentare questa iniziativa che riprende la storia di questo territorio e rimarrà nella storia di questo territorio».
Nel suo intervento, il vescovo Vincenzo Viva ha voluto sottolineare l’aderenza del programma del Festival con il Messaggio di Leone XIV, con la necessità di mantenere, nel tempo della svolta digitale della comunicazione, gli aspetti più umani e veri della comunicazione: «Quando la Famiglia Paolina ci ha chiesto di poter ospitare il Festival della Comunicazione – ha detto monsignor Viva – abbiamo accettato di buon grado, anche per riconoscenza verso le religiose e i religiosi paolini, i cui istituti sono tutti presenti nella nostra Diocesi. Il tema del Messaggio di papa Leone XIV “Custodire voci e volti umani” ha ispirato concretamente il programma della manifestazione. Oggi, la svolta digitale nel mondo della comunicazione sta impattando notevolmente sulla vita di ciascuno di noi e anche nella vita ecclesiale: la sfida che ci propone il Papa è quella di governare questa svolta, rendendo umana la comunicazione, custodendo voci e volti, mantenendone il significato antropologico. Il Festival ci porta in questa direzione, e vuole far emergere quanto di umano c’è nella nostra comunicazione e mettere la Chiesa in rapporto con la società. Ecco già un primo frutto di questa manifestazione: far camminare insieme la comunità ecclesiale e quella civile, con il coinvolgimento di scuole, enti, associazioni, facendo emergere le bellezze e le criticità del territorio, anche attraverso quelle voci che spesso non vengono ascoltate e quei volti che non vengono visti».
Presenti anche i coordinatori Paolini del Festival, don Giuseppe Lacerenza e suor Cristina Beffa, che hanno accompagnato e sostenuto l’organizzazione di tutte le edizioni della manifestazione: «Siamo giunti alla 21ª edizione del Festival della Comunicazione – ha detto don Giuseppe Lacerenza – e mi viene in mente l’immagine di una rete, costituita da nodi che sono le Diocesi italiane che, negli anni, l’hanno ospitato: ventuno nodi, ventuno centri vitali, in cui abbiamo assistito a una fioritura di iniziative. Ogni Festival è una sfida, che ci conduce a scoprire l’attualità del messaggio del Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, che già a inizio del ‘900 vedeva come missione la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per cogliere le opportunità evangelizzatrici che in esso ci sono, attraverso i mezzi a disposizione e mettendo al centro la persona, proprio come ci propone quest’anno il Messaggio di papa Leone. L’obiettivo del Festival è proprio mettere al centro l’essere umano, attraverso spazi di incontro, dialogo e formazione». Nel suo saluto, suor Cristina Beffa ha rimarcato l’attenzione delle comunità parrocchiali nell’organizzazione della manifestazione: «C’è stata una importante la risposta – ha detto la religiosa – data dalle comunità parrocchiali nella preparazione del Festival: un fatto che rappresenta una peculiarità di questa edizione e che si trasforma in impegno concreto nelle varie iniziative proposte dal programma».
La 21ª edizione del Festival della Comunicazione sarà itinerante sul territorio diocesano, che comprende tredici comuni e si estende dai Castelli romani fino alla provincia di Latina, suddiviso in tre Zone Pastorali, ciascuna con le proprie peculiarità. Proprio la ricchezza di esperienze derivante da questa eterogeneità territoriale è stata rimarcata dal vicario generale della Diocesi di Albano, monsignor Franco Marando: «Il territorio – ha infatti detto monsignor Marando – sarà una componente importante del Festival e del programma delle iniziative. Le tre zone pastorali della nostra Diocesi raccolgono una grande ricchezza e una grande varietà di voci e di volti, che trovano unione nella continuità della fede, e che meritano di essere messi in risalto perché portatori di grande umanità».
Il programma del Festival è stato infine illustrato da don Alessandro Saputo, vicario episcopale per il Coordinamento della Pastorale e la formazione permanente del clero: «Realizzare il programma del Festival – ha spiegato don Alessandro Saputo – ci ha permesso di vivere un’esperienza di incontro, dialogo e cammino comune. Nel programmare gli eventi sono stati tenuti ben presenti i tre pilastri indicati da papa Leone nel suo Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali: responsabilità, cooperazione ed educazione e questo potrà fare sì che, alla fine della manifestazione, rimarrà molto di questo Festival nelle nostre comunità. Nei quasi 50 appuntamenti in calendario, sono previsti momenti di preghiera, come le celebrazioni presiedute dal Cardinale Tagle, il 12 maggio per San Pancrazio, e dal Cardinale Baggio, il 17 maggio, al termine dell’evento proposto dalla Cei, dal Sovvenire e dalla nostra Pastorale giovanile, o le veglie di preghiera interreligiose. È stato dato spazio alla dimensione sociale, con eventi dedicati ai pazienti oncologici, in collaborazione con la Asl, e alle persone affette da disturbi mentali. Ci sono eventi culturali, come la mostra dedicata a Giacomo Manzù al Museo Diocesano, o le passeggiate a cura delle associazioni locali. Sono stati organizzati due incontri di formazione dedicati ai giornalisti, con crediti formativi, e ancora concerti, laboratori, mostre fotografiche».
Il calendario del Festival entra nel vivo: questa sera alle 18, la Messa in Cattedrale ad Albano per le celebrazioni del patrono San Pancrazio sarà presieduta dal Cardinale Titolare Luis Antonio Gokim Tagle, cui seguirà la solenne processione per le vie del Centro storico di Albano laziale, mentre domani mattina, 13 maggio, sul tema “Voci e volti: ultima frontiera?”, si terrà dalle 9 alle 13 presso l’istituto “Amari – Mercuri” di Ciampino, una tavola rotonda – in dialogo con gli studenti, con la partecipazione di Michele Sorice, Docente Università “LUISS Guido Carli” di Roma, Vincenzo Varagona, Presidente Ucsi nazionale, Annamaria Graziano, giornalista professionista componente del Consiglio Territoriale di Disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio e Omar Ruberti, dottore di ricerca in comunicazione.
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